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	<title>Vangelo e Zen - comunità di dialogo interreligioso</title>
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		<title>Lunedì 21 maggio, incontro Vangelo e Zen (Padova)</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 09:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri / Ritiri]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 21 maggio ore 17.00-19.45incontro con p. Luciano Mazzocchi presso la casa dei Missionari Comboniani via S. Giovanni di Verdara 139, Padova Pratica dello zazen Riflessione sul Vangelo Eucaristia Portare il necessario per lo zazen (cuscino o plaid da ripiegare + stuoia o plaid da mettere per terra + calzini). Un caro saluto, Giuliano e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/05/luciano-mazzocchi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2980" title="luciano-mazzocchi" src="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/05/luciano-mazzocchi-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a>Lunedì 21 maggio ore 17.00-19.45incontro con p. Luciano Mazzocchi<br />
presso la casa dei <strong>Missionari Comboniani via S. Giovanni di Verdara 139, Padova</strong></p>
<ul>
<li>Pratica dello zazen</li>
<li>Riflessione sul Vangelo</li>
<li>Eucaristia</li>
</ul>
<p>Portare il necessario per lo zazen (<strong>cuscino o plaid</strong> da ripiegare + <strong>stuoia</strong> o plaid da mettere per terra + <strong>calzini</strong>).</p>
<p>Un caro saluto, Giuliano e Maria</p>
<p><a href="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/05/2011-2012-Pieghevole-Vangelo-e-Zen.pdf"><img class="size-medium wp-image-2984 alignleft" title="2011-2012 Pieghevole Vangelo e Zen" src="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/05/2011-2012-Pieghevole-Vangelo-e-Zen-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a><em>Qui a fianco in PDF <a href="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/05/2011-2012-Pieghevole-Vangelo-e-Zen.pdf"><img src="/images/pdf.gif" />il volantino degli incontri</a>  del 2011 e 2012 a Padova con il programma, la cadenza e due brevi brani che riportiamo anche qui e che invitano alla riflessione.</em></p>
<p><small><strong>DELL’INESPRIMIBILE REALTA’</strong><br />
Essa non è né anima né intelletto; non ha immaginazione, opinione, ragione o pensiero; non può essere né espressa né concepita, poiché non ha né numero né ordine né grandezza né piccolezza né uguaglianza né disuguaglianza né similarità né dissimilarità; non è né ferma né in movimento né in riposo; non ha potere e non è potere; non è luce, non vive e non è vita; non è essenza, non è eternità e non è tempo; non è oggetto di attività intellettuale; non è scienza, non è verità, non è regalità, non è sapienza; non è né uno ne unità né divinità né bontà; non è spirito secondo la nostra concezione, né filiazione, né paternità; non è niente di ciò che possiamo conoscere noi o qualche altro essere; non è nessuna delle cose che sono o delle cose che non sono; nessuna cosa che è può conoscerLa così com’è; né Essa conosce le cose esistenti secondo la conoscenza esistente; la ragione non può né conoscerLa né nominarLa né raggiungerLa.<br />
<em><strong>pseudo Dionigi</strong></em></p>
<p>Per questo nell’intimo del vuoto non c’è forma, non c’è esistere, pensare, agire, né conoscere. Non occhio, orecchio, naso, lingua corpo, né volontà; non colore, voce, profumo, gusto, tatto, né entità. Davvero non c’è mondo visibile né mondo del pensiero; non c’è ignoranza e neppure l’esaurire l’ignoranza, in verità non c’è vecchiaia e morte e neppure l’esaurimento di vecchiaia e di morte. Non c’è sofferenza né ciò che la procura, non c’è la sua estinzione né la via all’estinzione. Non c’è saggezza e neppure virtù.<br />
<em><strong>Maka Hannya Haramita Shingyo</strong></em></small></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lettera Vangelo e Zen &#8211; 13/5/12</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 23:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[lettera Vangelo e Zen Vangelo secondo Giovanni 17, 1 -11 13 maggio 2012 … “&#8230; E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse&#8230;”. La breve citazione dal Vangelo di domenica 6 maggio, sopra riportata, è tratta dalla preghiera che Gesù, durante la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: x-large;">lettera</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;">Vangelo e Zen</span></span></p>
<div style="margin-top: 20px; text-align: center;">Vangelo secondo Giovanni 17, 1 -11</div>
<div style="margin-top: 20px; text-align: right;">13 maggio 2012</div>
<blockquote><p>… “&#8230; E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse&#8230;”.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">La breve citazione dal Vangelo di domenica 6 maggio, sopra riportata, è tratta dalla preghiera che Gesù, durante la cena d&#8217;addio (ultima cena), elevò al Padre davanti ai suoi discepoli. Chi, come il sottoscritto, ricorda le ultime parole di suo padre o di sua madre prima di lasciare questo mondo, può immaginare quanto profonda fosse la commozione sia di Gesù, sia dei discepoli. Davanti ai suoi amici più cari, prima di finire il pellegrinaggio terreno Gesù desiderò ardentemente di riprendere dimora dentro il pensiero in cui Dio lo generava e lo custodiva dall&#8217;eternità: niente in meno e niente in più. E&#8217;, questa, la preghiera che si fa sempre più forte nel cuore di ciascuno di noi, quando il pellegrinaggio terreno si inoltra nell&#8217;autunno. Ed è una preghiera entusiasmante, madida della fede che la propria esistenza ha un senso eterno, e che in quel senso è la propria dimora. Purché l&#8217;uomo muoia a ogni sua misura di quel senso, e risorga là dove il senso del suo esistere è gratuità e amore. Lo Zen, con le sue frasi incisive, direbbe: La dimora senza dimora! Le rose di plastica hanno solo petali coloratissimi e non hanno spine. Ma la spina, nella rosa che vive, è vera come il petalo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo può sempre imbrogliarsi anche là dove dice di volersi liberare. Posso anch&#8217;io mistificare quanto detto sopra con quanto sto per dire sotto. Può essere così; ma dico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 30 maggio al 3 giugno a Milano la Chiesa cattolica celebra il 7mo congresso mondiale della famiglia. Il tema trattato nel congresso è “la famiglia: il lavoro e la festa”. Non c&#8217;è dubbio che il tema è attualissimo. La ricerca del lavoro, la sua conservazione, e inoltre la brama di carriera all&#8217;interno dell&#8217;ambiente di lavoro, tutto questo riduce talmente il tempo dato allo stare in casa, che la casa a sua volta si riduce a dormitorio. A tornare a casa dal lavoro per lo più sono corpi stanchi, disanimati dalla tensione e bisognosi solo di cibo e letto. Così la casa cessa di essere il luogo dove la nostra umanità si rigenera che sono sostituiti dai luoghi di relax a pagamento, anche questi programmati come propaggine del lavoro e non della casa. Molti, infatti, tacciono ai propri famigliari il dove e il come cercano il proprio relax. Senz&#8217;altro l&#8217;ondata di depressioni che dilaga nella gente, oggi, ha uno dei suoi motivi principali nello spegnimento della gratuità famigliare. Quindi, “Benvenuto” a questo momento di riflessione che è il congresso.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, tuttavia in questi giorni mi sento porre da molti questa domanda: Questo congresso, in cui si riuniranno centinaia di migliaia di persone – alla messa col Papa forse un milione e mezzo &#8211; che rapporto ha con il recupero dell&#8217;anima smarrita delle nostre case? Che rapporto ha la somma ingente che verrà spesa alla venuta del Papa, con l&#8217;ansia del fine mese di tante e tante famiglie vittime della crisi economica? Che rapporto tra quei paludamenti dei cardinali, colorati con la carissima essenza di porpora, e le bollette della luce e del gas, che si accumulano inadempiute nei cassetti delle famiglie povere? E che rapporto con le famiglie dove il rapporto sponsale è ferito e geme? E&#8217; a questa domanda che vorrei rispondere senza imbrogliarmi né imbrogliare. Anzitutto riconosco che la domanda freme anche dentro di me. Ciò non ostante, mi offro volentieri a fare da guida per coloro che me lo chiedono, sia per partecipare alla veglia di preghiera e di testimonianza che si terrà sabato pomeriggio 2 giugno, sia per partecipare alla messa la domenica mattina 3 giungo. Ambedue le celebrazioni si terranno all&#8217;aeroporto di Bresso, Parco Nord Milano, con la presenza di papa Benedetto XVI.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono convinto che il cambiamento di cui tutti avvertiamo il profondo bisogno, quello individuale quanto quello famigliare, passa anzitutto attraverso la conversione personale al pensiero eterno che custodisce il senso vero dell&#8217;esistenza di ciascuno di noi. Ce lo predicano tutti i vegetali che rallegrano la superficie terrestre. Herman Hesse afferma che l&#8217;albero è il più autentico predicatore. Ogni albero si radica nella vita, grazie le proprie radici. Eppure gli alberi istintivamente si raccolgono in compagnia e formano il bosco, e i boschi formano la foresta. L&#8217;uomo è individualità e socievolezza. So che, oggi, nell&#8217;ambiente italiano sia civile che religioso è da recuperare anzitutto la dignità personale. Come gli alberi, dobbiamo librarci nel cielo sostenendoci sulle proprie radici. Dobbiamo maturare alla dignità di poter testimoniare la propria convinzione, senza fare la vittima di quella degli altri. Né parlare male degli altri per parlare bene di sé. Dobbiamo crescere a stare in piedi, senza il bisogno del contrafforte degli sbagli altrui. Ciascuno deve ritrovare la propria anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che l&#8217;autentico recupero della responsabilità personale non lede minimamente il bisogno dell&#8217;uomo a radunarsi assieme, soprattutto con chi differisce dal proprio pensiero e dalle proprie scelte di vita. La folla che assieperà l&#8217;aeroporto di Bresso il 3 giugno non è la mia priorità, oggi. Ma so che quella messa, dove si radunerà oltre un milione di persone, sarà un momento di profonda commozione per tanti immigrati dalle Filippine, dall&#8217;America Latina e anche dall&#8217;Italia. Sarà una gioia per quegli sposi che hanno sfidato l&#8217;avarizia della nostra situazione economica e sono stati generosi nel trasmettere la vita, eventualmente tagliando vacanze esotiche per aggiungere un altro piatto alla loro tavola. Ne ho conosciuti tanti al confessionale in duomo e intimamente mi unisco alla loro festa. Sarà un momento particolarmente prezioso per i giapponesi cattolici, proprio perché integra la loro tendenza che preferisce il wabi del rito del tè, mentre fuori il vento bisbiglia accarezzando le cime dei bambù. Stare con tanti e restare solo con se stesso! Offrire se stesso agli altri e accogliere gli altri, uno a uno!</p>
<p style="text-align: justify;">Forse quanto ho scritto è più un monologo, rivolto più a me per convincere me stesso a tuffarsi nella folla che gremirà l&#8217;aeroporto di Bresso, piuttosto che rivolto agli amici di Vangelo e Zen, i quali sono meno complicati di me. Infatti, molti amano andare a teatro, o agli stadi, oppure amano passeggiare ai Navigli, o anche viaggiare ai templi indiani o giapponesi, gremiti di pellegrini che accendono stecchetti d&#8217;incenso o candeline. Nel Paese del Sol Levante, alle feste dette MATSURI, i giapponesi si radunano a nuvole e i turisti occidentali impazziscono a prendere foto coi loro cellulari. Allegramente. Poi ritornano al wabi della loro casetta fra i bambù.</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù ritornò al Padre e nel cuore portava tutti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/05/rododendro-Desio.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2975" title="rododendro-Desio" src="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/05/rododendro-Desio.jpg" alt="" width="512" height="288" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">p.Luciano</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Chi vuole aggiungersi al gruppo della Cappellania giapponese di Milano, da me guidato, per partecipare alla veglia e/o alla messa del Papa in occasione del Congresso, mi comunichi via email:</p>
<p>cognome, nome, età, cellulare.</p>
<p style="text-align: justify;">Provvederò io all&#8217;iscrizione (gratuita). Oltre quella individuale, è benvenuta la partecipazione di tutta la famiglia! A suo tempo verranno comunicati dove e quando radunarci. Da lì un pullman ci porterà a Bresso.</p>
<p style="text-align: justify;">La prenotazione mi deve essere comunicata entro giovedì 17 maggio. Attendo. Grazie.</p>
</blockquote>
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		<title>Lunedì 7 maggio, incontro Vangelo e Zen (Padova)</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 12:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri / Ritiri]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 7 maggio ore 17.00-19.45 incontro guidato da Giuliano Burbello presso la casa dei Missionari Comboniani via S. Giovanni di Verdara 139, Padova Pratica dello zazen Studio del testo &#8220;La realtà della vita&#8221; di Uchiyama Kosho Portare il necessario per lo zazen (cuscino o plaid da ripiegare + stuoia o plaid da mettere per terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2011/11/padova-300x190.jpg" alt="" title="padova" width="300" height="190" class="alignright size-medium wp-image-2717" /><strong>Lunedì 7 maggio ore 17.00-19.45</strong> incontro guidato da Giuliano Burbello presso la casa dei <strong>Missionari Comboniani via S. Giovanni di Verdara 139, Padova</strong></p>
<ul>
<li>Pratica dello zazen</li>
<li>Studio del testo &#8220;La realtà della vita&#8221; di Uchiyama Kosho</li>
</ul>
<p>Portare il necessario per lo zazen (<strong>cuscino o plaid</strong> da ripiegare + <strong>stuoia</strong> o plaid da mettere per terra + <strong>calzini</strong>).</p>
<p>Un caro saluto, Giuliano e Maria</p>
<p>E&#8217; disponibile qui il pieghevole con gli appuntamenti in <a href="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2011/01/2010-2011-Pieghevole-Vangelo-e-Zen.pdf"><img src="/images/pdf.gif" alt="" /> formato PDF</a></p>
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		<title>“I due volti dell’Estremo Oriente: lo Zen e i Manga”</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 12:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generali]]></category>

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		<description><![CDATA[cinelogos e Ariele presentano un seminario in data 25 e 26 maggio 2012 presso ARIELE, via Montepulciano, 11- MILANO “I due volti dell’Estremo Oriente: lo Zen e i Manga” Il percorso intende mostrare le contraddizioni e le complementarità che caratterizzano una realtà, quella dell’Estremo Oriente, insieme schizofrenica e centrata, in crisi ma dinamica. Attraverso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>cinelogos e Ariele</strong><br />
presentano un seminario in data 25 e 26 maggio 2012</p>
<p style="text-align: center;"><strong>presso ARIELE, via Montepulciano, 11- MILANO</strong></p>
<h2 style="text-align: center;">“I due volti dell’Estremo Oriente: lo Zen e i Manga”</h2>
<p>Il percorso intende mostrare le contraddizioni e le complementarità che caratterizzano una realtà, quella dell’Estremo Oriente, insieme schizofrenica e centrata, in crisi ma dinamica. Attraverso il cinema del Giappone, della Cina e della Corea del Sud, si cercherà di portare avanti una riflessione sul carattere multiforme e spesso disorientante del mondo globalizzato, nel quale confluiscono voci spesso disarmoniche e dissonanti, ma anche promesse inedite e coinvolgenti di futuro.</p>
<p><strong>Il docente</strong></p>
<p>Marcello Ghilardi, svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Padova dove collabora con la cattedra di Estetica del prof. Pasqualotto e con il Master di Studi Interculturali e Mediazione Sociale. Tra i suoi libri: Esercizi di filosofia al cinema (Pensa Multimedia, 2006), Filosofia nei manga (Mimesis, 2010) Derrida e la questione dello sguardo (Palermo, 2011)</p>
<p><em>Per informazioni e iscrizioni: <a href="http://www.psicosocioanalisi.it">www.psicosocioanalisi.it</a> <a href="http://www.cinelogos.it">www.cinelogos.it</a></em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/05/cinelogos.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2962" title="cinelogos" src="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/05/cinelogos.jpg" alt="" width="635" height="319" /></a></p>
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		</item>
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		<title>Lettera Vangelo e Zen &#8211; 15/4/12</title>
		<link>http://www.vangeloezen.org/2012/04/2951/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 10:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
				<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[lettera Vangelo e Zen Vangelo secondo Giovanni 20, 19 -31 15 Aprile 2012 … Tommaso, uno dei dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: x-large;">lettera</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;">Vangelo e Zen</span></span></p>
<div style="margin-top: 20px; text-align: center;">Vangelo secondo Giovanni 20, 19 -31</div>
<div style="margin-top: 20px; text-align: right;">15 Aprile 2012</div>
<blockquote><p>… Tommaso, uno dei dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel costato, non crederò”. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c&#8217;era con loro Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi”. Poi disse a Tommaso: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!”. Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Perché hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Sono anch&#8217;io, prete, uno dei tanti che, nella messa, recitano “Credo la risurrezione della carne per la vita eterna. Amen”, senza chiedermi realmente che sto dicendo. Io e molti, recitando di credere nella risurrezione della carne per la vita eterna, intendiamo parlare della risurrezione di Gesù, non della nostra. Eppure, chi non conosce la sua risurrezione, nemmeno può riconoscere quella di Gesù. “Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato” (1 Cor 15,13). Così ha testimoniato Paolo, grazie alla forte sua esperienza di risurrezione sulla via di Damasco. La risurrezione non è un privilegio di Gesù, ma una legge intima all&#8217;esistenza. Anch&#8217;io, anche tu, e tutto ciò che esiste ha l&#8217;intima natura di morire e risorgere. </p>
<p style="text-align: justify;">I racconti sulla risurrezione di Gesù  registrati nei quattro Vangeli e nelle lettere degli apostoli sono molto succinti. Inoltre sono molto contraddittori: non ce n&#8217;è uno che dica la stessa cosa dell&#8217;altro. Per Marco, le pie donne, trovato il sepolcro vuoto e ascoltato dall&#8217;angelo l&#8217;annuncio che egli è risuscitato, spaventate fuggirono via senza dire niente a nessuno. Secondo Luca, invece, tutte contente corsero a dirlo agli apostoli. Fa anche meraviglia che dopo aver visto il Signore risorto, proprio Pietro, il capo degli apostoli, attraversi tutta la Palestina a piedi, quindi 200 chilometri, e ritorni a casa sua, a Betsaida, dove riprende a fare il pescatore (Gv 21). Ci aspetteremmo degli apostoli gasati di entusiasmo dopo  aver visto il Signore risorto e invece credono sì, credono no; anzi alcuni ritornano al mestiere che tre anni prima avevano lasciato per seguire Gesù. Prima dell&#8217;ascensione gli fecero ancora questa domanda: “Signore, è questo il tempo in cui ricostruirai il regno di Israele?” (At 1,6). L&#8217;esperienza della risurrezione non aveva ancora illuminato a fondo la loro esistenza, perché la risurrezione non è un fatto che si conclude in una esperienza, ma è un cammino che procede passo dopo passo. </p>
<p style="text-align: justify;">La prima comunità cristiana, redigendo il Credo che noi recitiamo nella messa, non ha scritto “Credo nella risurrezione di Gesù”, ma “&#8230; nella risurrezione della carne per la vita eterna”. Quindi, la risurrezione è un tutt&#8217;uno con noi, con la nostra morte. “Si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale&#8230; Non vi fu prima un corpo spirituale, ma quello animale e poi lo spirituale” (1 Cor 15,45-46). La risurrezione è il passaggio dal corpo animale, di pura vita vegetativa e istintiva, a quello spirituale, nella santità dello Spirito. Gesù risorto, apparso agli apostoli, alitò su di loro lo Spirito e comandò loro di portare nel mondo il perdono e la pace. </p>
<p style="text-align: justify;">Gli apostoli riconobbero la risurrezione di Gesù, non vedendo qualcosa che accadde fuori, ma qualcosa che avveniva dentro di sé stessi. La risurrezione di Gesù destava in loro l&#8217;occhio della fede che vede la risurrezione. Se l&#8217;uomo non si dischiude al lasciarsi destare, non vede nulla. Del resto anche il cibo diventa energia perché il corpo lo assimila. Così tutti hanno narrato la risurrezione di Gesù in modo differente, perché di fatto ciascuno ha narrato la sua risurrezione. Si direbbe che però Tommaso è giunto a credere per pura grazia ricevuta, dato che fin all&#8217;ultimo ha negato di credere. Eppure il credere vuole come presupposto la negazione del credere, perché l&#8217;esperienza della risurrezione attraversa la morte, come la luce vuole la tenebra. Tommaso giurava con tutte le sue forze di non credere, eppure era rimasto lì, coi suoi compagni che dicevano di credere, restando amici. Non c&#8217;è fede vigorosa che non conosca il dubbio vigoroso. Il primo atto della fede è quello di non scappare via dal dubbio. Si può scappare nel pessimismo, ma anche nel dogmatismo. Sì, perché c&#8217;è una fede che appare potente, ma non è risorta. Per una fede risorta non c&#8217;è che una via: averla persa e quindi ritrovata, per grazia: nuova e madida di riconoscenza. Quando professiamo: “Credo nella risurrezione della carne per la vita eterna” noi testimoniamo che sia il perdere, che ai nostri occhi appare demerito, sia il ritrovare, che ai nostri appare merito, sono onde della vita eterna. Professiamo che senza l&#8217;esperienza del perdere, la nostra fede sarebbe rimasta fredda, altera, capace di condannare. La fede può crescere soltanto nel terreno dell&#8217;amore, perché l&#8217;amore “è più grande”. Anche Gesù doveva morire e risorgere: e così è il Cristo. Così diviene eucaristia: pane che nutre e vino che rallegra i suoi fratelli in cammino. Doveva morire e risorgere, ma gli apostoli “non avevano ancora compreso la Scrittura che egli, cioè, doveva risuscitare dai morti” (Gv 20,9). Avevano conosciuto Gesù, ma non il Cristo; e fuggirono via. Pur fuggendo si fermarono nella periferia di Gerusalemme: fuggivano, eppure non riuscivano a fuggire. Era l&#8217;alba, prima del sorgere del sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Michele Do, un sacerdote di Alba che trascorse la sua vita in un eremo sul Monte Rosa, amico di don Marzolari e don Tartaglia, scrisse: “&#8230; i discepoli vedevano la luce sul volto di Gesù; dopo la Pasqua questa luce si è interiorizzata in loro. Questo è il grande fatto pasquale: le grandi realtà del regno di Dio sono interiorizzate, sono diventate costitutive dell&#8217;essere discepoli. Ormai possono andare nel mondo: la luce è dentro di loro” (Per un&#8217;immagine creativa del cristianesimo, pag. 305).</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il popolo italiano sta ignorando l&#8217;alba: o tutto è buio o tutto è chiaro, non ostante la predica pasquale che ci regalano le nostre colline e pianure, così variegate nella forma e così variopinte! Nemici dell&#8217;alba sono le posizioni politiche, tutto buone o tutto cattive, a seconda da dove si vede. Nemici dell&#8217;alba anche le posizioni sociali, sindacati e confindustria in eterno contrasto. Anche la chiesa, con i suoi dogmi assoluti, ha favorito il disgusto verso l&#8217;alba. Eppure non c&#8217;è che il passaggio dell&#8217;alba, fra le tenebre e la luce. L&#8217;alba è l&#8217;ambiente della fede, quando l&#8217;uomo può contemplare insieme la bontà della tenebra e della luce: la tenebra intenerisce la luce e la luce plasma la tenebra in ombre e sfumature. E l&#8217;uomo sperimenta in sé la risurrezione che avviene. </p>
<p style="text-align: justify;">Sono profondamente convinto che la causa principale della crisi morale, economica, culturale, spirituale che ci ha investiti è dovuta alla dimenticanza del Vangelo: “State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso&#8230; Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate” (Mc 13,33-37). Praticamente la nostra vita è diventata crepuscolare e stiamo perdendo l&#8217;esperienza dell&#8217;alba. Non facciamo più la preghiera del mattino, ma subito, ancora non svegli, ci buttiamo in macchina o sul mezzo pubblico per raggiungere il posto di lavoro. Non desti, non risorti, il lavoro tende a renderci macchine. La mancata esperienza dell&#8217;alba ci conduce a vedere l&#8217;esistenza come un tramonto, da prolungare il più possibile. Oggi, la religione, la cultura, l&#8217;economia, per risorgere devono ri &#8211; esperimentare l&#8217;alba. Dobbiamo ritornare a praticare la preghiera del mattino: alla preghiera del mattino vera, non quella simulata con qualche Ave Maria detta in macchina o sul treno. Dobbiamo sostare e lasciarci irrorare dalla rugiada dell&#8217;alba. Dobbiamo stare silenziosi, ascoltare un brano del Vangelo, elevare la preghiera. La Cappellania cattolica giapponese durante il Congresso mondiale delle famiglie che si terrà a Milano dal 30 maggio al 3 giungo allestirà, nella sua cappella in P.zza Duomo, una piccola esposizione per testimoniare l&#8217;esempio delle famiglie dei cristiani nascosti durante i due secoli e mezzo di persecuzione, a Nagasaki (1612 &#8211; 1867). Senza sacerdoti, senza chiese, in un&#8217;epoca durissima, il papà battezzava i figli e la famiglia durante la notte vegliava la speranza del regno di Dio, pregando. </p>
<p style="text-align: justify;">Nella nostra comunità, Alessio, Raul e il sottoscritto, a volte si aggiunge anche Paolo, ogni mattina ci sediamo in zazen, ascoltiamo il Vangelo ed eleviamo la preghiera. Prima di concludere con il Padre Nostro, ricordiamo sempre gli amici che conosciamo e  coloro che non conosciamo. Nel mentre il sole distende la sua luce sulle cose. </p>
<p style="text-align: justify;">“Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole&#8230;” (Mc 16,2).</p>
<p style="text-align: justify;">
<em>Pasqua 2012. Battesimo di Minoru Hirasawa e di Inao Miura presso la Cappellania giapponese di Milano. <br/>Il battesimo è il sacramento dell&#8217;alba. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Inao Miura, nome di battesimo Anastasia, da decenni opera in un centro contabile.<br /> <br />
Minoru Hirasawa, nome di battesimo Pietro, in Milano gestisce due antichi ristoranti giapponesi: POPOROYA e SHIRO. Accoglie ogni ospite con un cordiale sorriso. </em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/04/battesimo.jpg"><img src="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/04/battesimo-300x199.jpg" alt="" title="battesimo" width="300" height="199" class="aligncenter size-medium wp-image-2952" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">p.Luciano</p>
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		<title>Lunedì 16 aprile, incontro Vangelo e Zen (Padova)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 21:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Incontri / Ritiri]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 16 aprile ore 17.00-19.45 incontro con p. Luciano Mazzocchi presso la casa dei Missionari Comboniani via S. Giovanni di Verdara 139, Padova Pratica dello zazen Riflessione sul Vangelo Eucaristia Portare il necessario per lo zazen (cuscino o plaid da ripiegare + stuoia o plaid da mettere per terra + calzini). Un caro saluto, Giuliano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-2139" title="specola_padova" src="/wp-content/uploads/2010/09/specola_padova-300x234.jpg" alt="" width="240" height="187" /><strong>Lunedì 16 aprile ore 17.00-19.45</strong> incontro con p. Luciano Mazzocchi<br />
presso la casa dei <strong>Missionari Comboniani via S. Giovanni di Verdara 139, Padova</strong></p>
<ul>
<li>Pratica dello zazen</li>
<li>Riflessione sul Vangelo</li>
<li>Eucaristia</li>
</ul>
<p>Portare il necessario per lo zazen (<strong>cuscino o plaid</strong> da ripiegare + <strong>stuoia</strong> o plaid da mettere per terra + <strong>calzini</strong>).</p>
<p>Un caro saluto, Giuliano e Maria</p>
<p>E&#8217; disponibile qui il pieghevole con gli appuntamenti in <a href="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2011/01/2010-2011-Pieghevole-Vangelo-e-Zen.pdf"><img src="/images/pdf.gif" alt="" /> formato PDF</a></p>
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		<title>Pasqua 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 08:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[a tutti i soci e amici di Vangelo e Zen, gli auguri di una santa e gioiosa Pasqua Pasqua significa passaggio. Gli Ebrei festeggiavano la Pasqua – passaggio dall&#8217;Egitto alla terra dei loro padri, la Palestina. Avevano scelto questo periodo della prima luna piena di primavera per attraversare il deserto. Anche l&#8217;ebreo Gesù ogni anno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.6cm; text-align: center; font-family: Monotype Corsiva,cursive; font-size: x-large; line-height:22pt">a tutti i soci e amici di Vangelo e Zen, gli auguri di una santa e gioiosa Pasqua</p>
<p><a href="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/04/agnello.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2925" title="agnello" src="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/04/agnello-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Pasqua significa passaggio. Gli Ebrei festeggiavano la Pasqua – passaggio dall&#8217;Egitto alla terra dei loro padri, la Palestina. Avevano scelto questo periodo della prima luna piena di primavera per attraversare il deserto. Anche l&#8217;ebreo Gesù ogni anno, all&#8217;inizio della primavera, quando le colline e le pianure si ricoprono di verde e di fiori e le pecore partoriscono gli agnelli, celebrava la Pasqua, il passaggio. Era la terza volta che celebrava la Pasqua con i suoi discepoli e quella sera percepì se stesso divenuto passaggio: il suo corpo era diventato pane per la fame del mondo e il suo sangue vino che crea l&#8217;allegria e la comunione. Si sentiva “passaggio”. “Mangiatene e bevetene tutti”, disse. Rosmini affermava: Gesù muore e risorge nel pane e nel vino, che sono dati a tutta l&#8217;umanità affinché abbia le forze e il brio di passare. Quella sera Gesù disse parole come queste: “Io non mangerò più, non berrò più finché il passaggio non si compia nel regno di Dio che è giustizia pace e gioia nello Spirito”.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il nostro attaccamento all&#8217;esistenza che ci ritarda la beata comprensione che tutto è passaggio. Anche il Cristianesimo, pur irrorato della mistica evangelica del passaggio, spesso rimane caparbiamente attaccato agli assoluti. Perfino Dio è frainteso come un assoluto, un ente immobile e autosufficiente. La bella notizia del Vangelo è che nulla ha la natura di essere autosufficiente, ma tutto è comunione, relazione. Dio è la fonte della relazione. Gesù testimoniò la natura relazionale di Dio ai sommi sacerdoti, difensori del concetto del Dio assoluto. “Ha bestemmiato, è reo di morte!”, gridarono. Così uccisero Dio nell&#8217;uomo Gesù. Ma Dio ha l&#8217;intima natura a morire, perché Dio è amore! Dio muore nei semi che, morendo sotto terra, risorgono. Dio muore nel mio corpo che, compiendo il suo cammino, muore e risorge. Dio muore e risorge in tutto. “Nulla esiste per se stesso, e nulla muore per se stesso”, soprattutto Dio, essenza intima di ogni esistenza. Così testimonia Paolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sto sperimentando la Pasqua in alcuni particolari avvenimenti. Alessio e Raul, due giovani, hanno lasciato il lavoro, l&#8217;università e hanno deciso di fare della casa Vangelo e Zen la loro casa, insieme con me. La loro giovinezza e sensibilità continuamente mi richiama il passaggio che stanno vivendo e lo suscitano anche in me, da anni stagionato in uno stile di vita da singolo. A Pasqua, il signor Hiroshi, primo ristoratore giapponese di sushi a Milano, e la signora Inao, giapponese da decenni impiegata presso un commercialista italiano di Milano, riceveranno il battesimo. Hiroshi proviene dalla religiosità scintoista e Inao da quella buddista. Ho accompagnato il loro passaggio al sacramento del battesimo, ammirando la naturalezza del loro passare lungo i sentieri religiosi differenti, con una agilità che va crescendo col cammino che si compie.</p>
<p style="text-align: justify;">“Se noi non risorgiamo, neanche Cristo è risorto”, scrive Paolo nella prima lettera ai Corinzi. Ho ridotto troppo a lungo la risurrezione di Gesù a un miracolo, quasi fosse avvenuta allo scopo che noi lo adoriamo. Oggi comincio a comprendere, nel mio corpo e nel mio sangue, che la risurrezione non si riduce a un miracolo. Infatti nessuno l&#8217;ha visto risorgere, perché quando le donne arrivarono al sepolcro, questo era già vuoto. La risurrezione non è un miracolo, ossia una cosa speciale di qualcuno speciale. La risurrezione è la legge universale che anima tutto ciò che esiste, sicché nulla esiste per rimanere nella prigione di se stesso; ma tutto vive in Dio. E Dio continuamente muore e risorge e in tutto opera il morire e il risorgere, perché tutto è in Dio, opera di Dio. In questa legge universale, il perdono diviene spontaneo. Perdonare è infatti morire e risorgere. Perdoniamo perché siamo morire e risorgere.</p>
<p style="text-align: justify;">Pietro, Paolo, gli altri apostoli, la Maddalena, le donne credettero in Gesù risorto perché lo sentirono risorto dentro di loro. Così, Gesù individuo storico, in loro risorse come Cristo. Risorto, è pane che nutre e vino che inebria i fratelli e le sorelle e li incoraggia nel loro passaggio che è il loro cammino storico. “Se noi non risorgiamo, neanche Cristo è risorto” (1 Corinzi 15,16).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;albero di pero trapiantato nel nostro giardino l&#8217;autunno scorso, è in fiore. Ogni giorno mi gusto una pera Caiser cotta al forno. E il mio intestino dice grazie. Una santa e gioiosa Pasqua!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>p.Luciano</em></p>
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		<title>Shohaku Okumura Roshi a Roma</title>
		<link>http://www.vangeloezen.org/2012/03/shohaku-okumura-roshi-a-roma/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 22:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri / Ritiri]]></category>

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		<description><![CDATA[Una rara occasione per incontrare uno dei più importanti Maestri Zen contemporanei. Per la prima volta in Italia, Il Maestro Zen Shohaku Okumura, erede del Dharma del Maestro Uchiyama, terrà un ciclo di conferenze e presenterà il suo libro sullo Zen di Dogen: “Genjokoan” per la Ubaldini Astrolabio. Questo il calendario degli incontri: data: martedi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/03/399px-Shohaku3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2918" title="399px-Shohaku3" src="http://www.vangeloezen.org/wp-content/uploads/2012/03/399px-Shohaku3-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>Una rara occasione per incontrare uno dei più importanti Maestri Zen contemporanei.</p>
<p>Per la prima volta in Italia, Il Maestro Zen <strong>Shohaku Okumura</strong>, erede del Dharma del Maestro Uchiyama, terrà un ciclo di conferenze e presenterà il suo libro sullo Zen di Dogen: “Genjokoan” per la Ubaldini Astrolabio.</p>
<p>Questo il calendario degli incontri:</p>
<p>data: <strong>martedi 27 Marzo: h15.30</strong><br />
luogo: Università RomaTre</p>
<p>data: <strong>giovedi 29 Marzo: h18.30</strong><br />
luogo: Fondazione Maitreya</p>
<p><strong>domenica 25 Marzo dalle 8,00 alle 17,00</strong> il Maestro Okumura guiderà una giornata di Pratica presso il Centro Zen Anshin.</p>
<p>Tutti i dettagli sul sito <a href="http://www.giapponeinitalia.org/zen/shohaku-okumura-roshi-a-roma-dal-25-al-29-marzo">Giappone in Italia</a>.</p>
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		<title>Lettera Vangelo e Zen &#8211; Quaresima 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 23:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri / Ritiri]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[lettera Vangelo e Zen Vangelo secondo Giovanni 8, 31-36 11 Marzo 2012 “Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Gli risposero: “Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: x-large;">lettera</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;">Vangelo e Zen</span></span></p>
<div style="margin-top: 20px; text-align: center;">Vangelo secondo Giovanni  8, 31-36</div>
<div style="margin-top: 20px; text-align: right;">11 Marzo 2012</div>
<blockquote><p>“Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Gli risposero: “Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?”. Gesù rispose: “In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero”</p></blockquote>
<p>brano aggiunto (secondo Giovanni 5, 39-44) </p>
<blockquote><p>“Gesù disse ai Giudei: “Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che che mi rendono testimonianza. Ma voi non volete venire a me per avere la vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma io vi conosco e so che non avete in voi l&#8217;amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste. E come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio solo?”</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ottenere la consapevolezza della verità è la molla della storia umana. Nulla ricompensa l&#8217;uomo come l&#8217;esperienza di sentirsi nella verità. Ma il raggiungimento di questa consapevolezza costa la vita e le sue innumerevoli prove, attraversate sulla navicella della libertà. E&#8217; l&#8217;annuncio del Vangelo di questa terza domenica di quaresima: “Conoscete la verità e la verità vi farà liberi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Può l&#8217;uomo essere realmente vero e realmente libero? Oppure la consapevolezza di verità e libertà che raggiunge rimane pur sempre un&#8217;illusione? Certi incontri improvvisi e inaspettati hanno la forza di liberarci dalla morsa letale di questo dubbio e ci incoraggiano a credere che la verità c&#8217;è e l&#8217;uomo la può incontrare. </p>
<p style="text-align: justify;">Mi ritorna alla mente l&#8217;episodio del clochard che tirava fuori dal cassonetto i resti di pizze e panini buttati dagli ospiti della vicina pizzeria e li spezzava ai colombi di Piazza Duomo, quella mattina in cui la piazza era coperta di neve gelata e a nessun turista veniva minimamente in mente di fermarsi a dare del mangime ai colombi affamati e, così, immortalarsi con la foto di questo suo gesto di bontà. Ricordate? Ne ho parlato nella lettera precedente. </p>
<p style="text-align: justify;">Giovedì 15 marzo un altro clochard mi ha fatto intravedere la verità. Nel Corso Vittorio Emanuele, Milano, nei pressi della chiesa di San Carlo, sorge un piedistallo che riporta in rilievo metallico la mappa del centro della città. L&#8217;avevo sempre creduto un elemento decorativo, anche se alquanto stravagante. Quel giorno, passandovi vicino, vidi un signore, forse cinquantenne, che con un temperino stava pulendo le viuzze incavate nella lastra di metallo. I passanti vi avevano infilato i mozziconi di sigaretta e vi avevano gettato dei chewming gum. Lo ringraziai per il gesto volontario di pulire quel curioso monumento. “Questa lastra è la mappa dei ciechi. Toccando questi rilievi e leggendo l&#8217;alfabeto Morse che è inciso nei canaletti, capiscono il punto dove si trovano e  verso dove devono andare- Ma se i canaletti sono ostruiti dai mozziconi, i ciechi si smarriscono”. Mi disse che veniva dal Brasile e che da anni dorme sui marciapiedi di Milano. Nel mentre la gente ci passava accanto frettolosa, stringendo borse firmate Armani, Zara, Rinascente&#8230; </p>
<p style="text-align: justify;">Giovedì 21 marzo. Una signora si accosta al confessionale in  duomo e mi chiede di benedire un rosario. E&#8217; australiana e parla solo l&#8217;inglese. Gli australiani, com&#8217;è noto, hanno norme dure contro gli immigrati, quasi razziste. Per cui, recitando la benedizione mi viene spontaneo augurare che la preghiera del rosario, come una catena di fratellanza, unisca la ricca Australia ai bambini affamati dell&#8217;Africa. A quelle parole la signora piange e mi dice: “Io, australiana, ho amato un africano, l&#8217;ho sposato ed è il papà dei miei figli”. Mi inchino. Lasciato il confessionale, l&#8217;australiana si accosta a un uomo nero che l&#8217;attendeva e insieme vanno verso l&#8217;uscita del duomo. “Conoscete la verità e la verità vi farà liberi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Vangelo di Giovanni, scritto forse 50 dopo gli avvenimenti storici che riguardano Gesù, anziché distendere i discorsi di Gesù lungo i 3 anni di predicazione come fanno Matteo, Marco e Luca, compendia l&#8217;insegnamento di Gesù in due circostanze. La prima è la diatriba con i Giudei, la seconda è l&#8217;ultima cena. Praticamente, quando Giovanni scriveva, era venuto meno l&#8217;interesse alla cronistoria di Gesù, ed era cresciuto quello al nucleo del suo insegnamento. Nella diatriba coi Giudei Gesù parla a chi avversa il suo insegnamento; all&#8217;ultima cena parla ai discepoli, quindi a chi intende seguire il suo insegnamento. La quaresima è il tempo opportuno per coinvolgerci nella diatriba di chi avversa l&#8217;insegnamento di Gesù. Perché, di fatto, lo avversiamo un po&#8217; tutti; per lo meno il sottoscritto lo fa. </p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono due espressioni nei brani di Vangelo sopra riportati che hanno la potenza di una catapulta sugli schemi del nostro quieto vivere.  Sono: </p>
<ol>
<li> “E come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio solo?”;</li>
<li>“conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”.  </li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Le due espressioni, benché registrate in capitoli differenti, si richiamano nel dirci un messaggio unico e fondamentale. Gesù grida ai Giudei che non potranno mai conoscere la verità, perché sono frullati dalla bramosia di cercare gloria l&#8217;uno dall&#8217;altro, per cui tutte le parole che si scambiano sono diplomaticamente soppesate in modo da procurare un ritorno di gloria e di compiacenza. Il vocabolo della lingua italiana che più fedelmente traduce questo atteggiamento è adulazione. L&#8217;adulazione devitalizza la parola dalla sua originaria carica di verità. Non c&#8217;è verità dove un interesse privato o personale condiziona il linguaggio. Ci vengono alla mente gli atteggiamenti dei politici che misurano non solo le parole, ma condizionano anche i giudizi allo scopo di confermare il loro potere e i loro interessi. Anche il principio della democrazia, ossia il misurare il bene e il male con il misurino del 50% + 1, si presta ottimamente a coprire con la quantità la mancanza di qualità. La verità è incondizionata dal numero di chi approva o disapprova! Gesù afferma che vi si accede soltanto posizionandosi davanti a Dio, alla condizione di non dire il nome di Dio invano; ossia, stando davanti a Dio, senza farsi alcuna immagine di Dio né nella mente né nel cuore. Il buddista dice: mollare tutto. Mollare tutto purché l&#8217;uomo non rimanga rinchiuso in un tutto ancora misurato dall&#8217;io che dice di mollare. La verifica che il mio ricercare la verità è vero è dato dal fatto che io, ricercando la verità, non assorbo dentro di me l&#8217;altro. Occorre l&#8217;altro che rimane altro, che non si riduce mai a me, per attraversare il confronto reale che introduce nella verità incondizionata. Quindi, la ricerca della verità esige l&#8217;esperienza del limite; anzi, il rispetto religioso del limite. Io mi conosco veramente, quando sono consapevole di ciò che non sono; e ne gioisco. Invece, quando la distinzione e il confronto evaporano nell&#8217;indistinto, dove non c&#8217;è più alcuna soglia che separa il fuori e il dentro, non rimane che monotonia e impercettibilità. </p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno cerca quella religione che meno lo disturba; anzi, che gli dà appagamento. Ovviamente, quella religione per lui diventa l&#8217;unica vera; e questa supposta unicità lo dispensa dal confronto con le altre vie. I cattolici hanno il loro papa infallibile, i protestanti la loro bibbia infallibile, gli ortodossi la loro tradizione infallibile, i musulmani sono certi che Dio parla arabo, i buddisti detengono la chiave dell&#8217;illuminazione. L&#8217;uomo che cerca la verità nella religione, cerca la verità a basso prezzo, quasi la verità fosse una merce che si compera. Allora i salamelecchi abbondano. Allora si prende gloria gli uni dagli altri. Non è la religione che guida alla verità, ma è l&#8217;atteggiamento di fondo con cui si cerca la verità che conduce alla religione. La mancata esperienza della solitudine originaria in cui sostare ascoltando Dio prima di adorare Dio, assaporando la propria libertà prima che  altri ci dicano come comportarci, questa assenza dell&#8217;esperienza della solitudine  inaridisce la nostra anima. Che vale la luce di tutte le stelle del cielo, se questa piccola sfera che è l&#8217;occhio non si dischiude incondizionato a coglierla?  </p>
<p style="text-align: justify;">“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. </p>
<p><em>p.Luciano</em></p>
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		<title>Programma della Settimana Santa</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 23:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Incontri / Ritiri]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi, gli alberi da frutta ammantano di colori le nostre colline. La Pasqua è imminente. A tutti l&#8217;augurio di una bella fioritura della loro vita, preambolo di copiosi frutti. A seguire il programma della settimana santa. domenica 1 aprile: giorno delle palme. Alla villa Vangelo e Zen di Desio, ore 11,30, santa messa con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi, gli alberi da frutta ammantano di colori le nostre colline. La Pasqua è imminente. A tutti l&#8217;augurio di una bella fioritura della loro vita, preambolo di copiosi frutti.<br />
A seguire il programma della settimana santa.</p>
<ul>
<li>domenica 1 aprile: giorno delle palme. Alla villa Vangelo e Zen di Desio, ore 11,30, santa messa con la processione delle palme. A seguire pranzo condividendo quanto ciascuno ha portato con sé.</li>
<li>lunedì &#8211; venerdì (2-6 aprile) :</li>
</ul>
<p style="padding-left: 60px;">ore 07.00 zazen, vangelo, lode, colazione<br />
ore 09.00 studio, zazen, tempo libero<br />
ore 12.00 pranzo, tempo personale, lavoro<br />
ore 19.00 zazen, vangelo, cena<br />
ore 22.00 preghiera</p>
<ul>
<li>giovedì &#8211; variante: ore 18.00 memoria delal cena del Signore (nella cappellania di P.zza Duomo 18, Milano).</li>
<li>venerdì &#8211; variante: digiuno dal cibo (sarà servito pane e frutta)</li>
<li>sabato: giorno di ritiro</li>
<li>sabato notte: paraliturgia presso la Villa Vangeli e Zen.</li>
</ul>
<p>Con l&#8217;augurio che alcuni possano partecipare anche per un solo giorno, distinti ossequi. p. Luciano</p>
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