Lun 5 Gen 2026 Scritto da Maurizio Lari AGGIUNGI COMMENTO

La stella del mattino, cammino religioso Vangelo e Zen

Milano, 4 gennaio 2026

Senza il calore dei sentimenti

la ragione sragiona

   Domenica 4 gennaio, pomeriggio. Nella mente il turbinio delle vicende violente che nel mondo si susseguono in questi giorni, giorni che tutti ci siamo augurati madidi di gioia, mi concedo volentieri il tempo a rivedere il film capolavoro di De Sica “Il matrimonio all’italiana”, offerto da Rai Movie. Credo che tutti ricordino tale film, in cui i due protagonisti, lui e lei, sono ambedue deboli esseri umani, ma lui incarna la pura ragione autoreferenziale, mentre i comportamenti di lei sono animati e guidati dal calore dei sentimenti. Com’è noto, lei è Sophia Loren. Nel conflitto tra lo strapotere della fredda e interessata ragione di lui e il fuoco dei sentimenti materni di lei, la forza dei sentimenti vince e disgela la prepotenza autoreferenziale di lui.

   Rievocando il calore dei sentimenti della vita familiare in cui sono cresciuto, precisamente dei miei genitori e nonni, vado meditando sulle guerre e aggressioni che si stanno perpetrando nel mondo. Ma non solo; anzi, con maggiore coinvolgimento, evoco le scene dei giovanissimi che la mattina presto dei fine settimana vagano sulle vie della vicina discoteca. Dopo la chiusura del locale, attendono per due ore la prima corsa della metropolitana per rincasare e nel mentre vagano.

   I tradizionali focolari dei sentimenti sono la famiglia e le amicizie. Ma anche la scuola e il luogo del lavoro, grazie a una particolare cura e dedizione, possono assurgere a vivai di sentimenti. Le chiese e i luoghi religiosi possono accompagnare l’uomo a sperimentare i sentimenti del cuore di Dio, dove tutto confluisce nell’uno del suo amore.

   Oggi lo tsunami dei social, degli annunci commerciali, del tutto standard tende a spegnere i focolari dei sentimenti. Per accendere un focolare occorre delimitare un luogo e un tempo. Così, affinché i sentimenti crescano in noi, donandoci la gamma policroma delle emozioni, occorre che ci raccogliamo nella particolare esperienza che abbiamo scelto, dandole il tempo per la sua maturazione. Altrimenti tutto ci passa addosso come un incolore standard. Il limitare le cose che si fanno attraverso una scelta consapevole e lasciarle stagionare: questo è il segreto per crescere a una umanità feconda di sentimenti. Bisogna sostare e farsi compagnia per diventare fiamma calda e palpitante.

   Quando la gamma dei sentimenti ha messo le radici nella propria vita, la solitudine diventa una esperienza mistica. Attorno tutto tace e grazie a tale silenzio i sentimenti vibrano dischiudendo il cuore alla grande comunione: piangendo con chi piange e ridendo con chi ride. E’ l’esperienza che il sacerdote fa ascoltando le confessioni di fratelli e sorelle. Si percepisce dentro la loro situazione. Gli occhi si incontrano e in quello sguardo i sentimenti si comunicano. Come sacerdote mi è spontaneo riflettere sulla chiesa di cui sono ministro. Constato che tante formule liturgiche mi/ci passano sopra senza alcuna vibrazione, spente; mentre un gesto fuori programma, che però comunica con la situazione del momento, di fatto muove il cuore. E’ dall’apatia del cuore che la ragione si sprigiona in follie aggressive.

   Non nascono i sentimenti semplicemente dai concetti della mente. Occorrono le fibre della carne affinché possano eseguire il loro concerto, come le corde per la suonata del violino. Il Signore Gesù ci ha dato in vero cibo la sua carne e in vera bevanda il suo sangue. Purtroppo il suo gesto così palpitante è stato ridotto a una flebile foglietta di pane.

   Riaccendiamo il focolare dei sentimenti che è la famiglia, condividendo le funzioni della vita famigliare, dialogando, ricercando, pregando, litigando, riconciliandoci. Nel vivaio che è la famiglia i nuovi virgulti sviluppino la loro primaverile identità, foriera di fiori e frutti futuri. I nostri adolescenti abbiano ad amare la loro casa, non esponendosi ad avventure lontane a cui il loro fisico e la loro psiche non sono ancora maturati. In primavera si gustino la primavera e la loro casa ne sia il giardino.

   Possa chiunque entra in una chiesa sentirsi accolto e spontaneamente gli sgorghi il sentimento di dire GRAZIE a Dio e alla vita.

   p. Luciano

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