Vi riproponiamo qui le registrazioni integrali del corso di 6 sabati che si sta tenendo presso la Villa Vangelo e Zen. Sono sette incontri guidati da vari relatori fra cui Tommaso Manzon, Marcello Ghilardi, Giuliano Burbello, p.Luciano Mazzocchi


 

01. Sabato 26 settembre 2015

Il Qoelet

la nascita dell’idea tempo dal tato consapevole con cui l’uomo tocca le cose che accadono

Il tempo è la mistca esperienza dell’immersione e del distacco che all’accadere di ogni cosa si imprime nella consapevolezza umana. Il tempo è atmo che viene e va, portatore di una goccia di gioia che si lascia sperimentare solo lasciandola passare oltre. Come la goccia d’acqua si acquieta nel mare, l’atmo fuggente evoca una dimensione eterna sul cui sfondo l’atmo che viene e va danza in bellezza.
“Dio ha fato bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fne” (Qo 3,11)

  • data: 26 settembre 2015
  • introduzione di p. Luciano
  • relatore: Tommaso Manzon (laurea in flosofa, studente di Teologia a Cambridge, UK, e membro del gruppo giovanile Vangelo e Zen)

02. Sabato 24 ottobre 2015

Plotino

Il tempo come discesa del Bene nella Verità, e della Verità nella Vita
L’alveo di questa discesa: l’Anima universale.

L’Anima dell’universo con fantasiosa passione accoglie il fusso processionale di Bene, Verità e Vita, e lo irrigua nei rigagnoli dell’esistenza, fenomenizzando l’assoluto e temporeggiando l’eterno.
Il tempo dell’uomo individuale è scintlla del tempo universale.
Plotno comprende l’UNO come il seno del MOLTEPLICE, come la luce del sole è la fonte di tut i colori. L’apprezzamento mistco del tempo che fugge è data all’uomo qualora comprende l’atmo nello sguardo e nella dimensione del tempo eterno. L’anima di ogni uomo gusta mistcamente il tempo che fugge solo rientrando nella grande famma dell’Anima universale di cui è una fammella. Come osservando la valle dalla cima della montagna.

“Ed anche in noi è il tempo? Esso è nell’anima universale e conseguentemente in tute le anime, poiché tute sono un’Anima sola” (Enneadi, III 7,13).

  • data: 24 ottobre 2015
  • introduzione di p. Luciano
  • relatore: Giuliano Burbello

03. Sabato 28 novembre 2015

Agostino

Il tempo come pellegrinaggio dell’anima individuale dell’uomo dal peccato alla grazia.
Il tempo come luce che si efonde dalla interiorità divina dell’uomo, e illumina la note.

Attraverso l’esperienza dello smarrimento Agostino ha sondato il fondo di se stesso peccatore e vi ha intravisto la natura divina, di sé e di tutto l’universo esistente, nella loro originale armonia e pace. Così i tempo che l’occhio esteriore ritene precario, all’occhio interiore si rivela scintilla di libertà infinita ed eterna. Mentre in Plotino regista del tempo è l’Anima universale di cui quella individuale è solo fiammella, in Agostino è l’anima personale di ogni uomo, in cui opera e si manifesta la luce divina ed eterna.

“Allora, sollevandoci sempre più ardente di desiderio verso l’Essere stesso, abbiamo attraversato, grado a grado, tute le realtà corporee e il cielo stesso,… e siamo saliti ancora nell’intimo di noi stessi fno a raggiungere… La vita,là, è… la sapienza increata, che è, così come è stata e sempre sarà…” (Confessioni 9, 10.24).

  • data: 28 novembre 2015
  • relatore: p.Luciano

04. Sabato 30 gennaio 2016

Eihei Dōgen

Il fuoco e la cenere: vivere il tempo

Non si vive nel tempo, come se questo fosse un contenitore neutro di event che vi accadono. Vivendo, si è il tempo: ogni esserci è un “essere-tempo”, e ogni istante ha la propria pienezza, la propria compiutezza e perfezione.
‘Visto che non esiste niente oltre questo istante, l’essere tempo è tutto il tempo che esiste. Essere erba ed essere-forma sono tut’e due tempo. Ogni istante è tutto essere, è tutto il mondo’ (Uji, “Esserci-tempo”)

  • data: 30 gennaio 2016
  • relatore: Marcello Ghilardi (professore di filosofa ed estetica all’Università di Padova – gruppo giovani Vangelo e Zen)

05. Sabato 27 febbraio 2016

Friedrich Nietzsche

Il fuoco e la cenere: vivere il tempo

Culmine della contemplazione, esperienza estrema della fiducia e della comunione con la vita, è in Nietzsche l’intuizione che carattere divino non è arrestare il fusso delle cose o volere che siano una volta soltanto; accettarle come se dovessero accadere infinitamente è segno di un amore altrettanto infinito, che coinvolge ogni attimo e ogni manifestazione dell’esistere.
Che accadrebbe se un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: “Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione […]”. Non ti trovesceresti a terra, digrignando i dent e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: “Tu sei un dio e mai intesi cosa più divina?’ (La gaia scienza, 341)

  • data: 27 febbraio 2016
  • relatore: Marcello Ghilardi (professore di filosofa ed estetica all’Università di Padova – gruppo giovani Vangelo e Zen)

 

06. Sabato 30 aprile 2016

Martin Heidegger

Il tempo come essenza dell’essere

Per alcuni pensatori l’essere è l’essenza del tempo; per altri il tempo è l’essenza dell’essere. In ogni caso, non si accede al proprio Sé autentco se non passando attraverso il tempo, cercando di recuperare, con e attraverso esso, un contato primigenio con la fonte, di ogni scorrere, di ogni vivere.

Questo precorrere non è altro che il futuro unico e autentco del proprio esserci. Nel precorrere l’esserci è il suo futuro, e precisamente in modo da ritornare, in questo essere futuro, sul suo passato e sul suo presente. L’esserci compreso nella sua estrema possibilità d’essere, è il tempo stesso e non è nel tempo (Il conceto di tempo)

  • data: 30 aprile 2016
  • relatore: Marcello Ghilardi (professore di filosofa ed estetica all’Università di Padova – gruppo giovani Vangelo e Zen)
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