Ven 23 Gen 2026 Scritto da Maurizio Lari AGGIUNGI COMMENTO

La stella del mattino, cammino religioso Vangelo e Zen

Milano, 16 gennaio 2026

… forestieri ai dettami del mondo,

quei giovani dallo zaino!

Oggi un giovanissimo del Brasile, ieri due giovani di Perth (Australia) hanno sostato al confessionale della basilica di San Babila, Milano, dove io prestavo il servizio dell’ascolto e del perdono. La suddetta chiesa sporge la sua romanica facciata, umile e rispettosa, tra i fieri palazzi degli affari che delimitano l’omonima piazza. Come per contrasto al caos esteriore della piazza, non pochi avvertono, irresistibile, l’invito ad entrare per un momento di silenzio e di

pace.

La settimana scorsa un giovane messicano chiese di poter disegnare su un solido cartone bianco l’immagine di San Giuseppe esposta nella chiesa. Durata dell’opera: 6 ore. Sarà il suo souvenir di Milano. Un giovane russo chiese di poter suonare con la chitarra, che portava con sé, una preghiera.

Questi giovani, così forestieri agli interessi che sono in voga nel mondo d’oggi, cosa vanno cercando? Anche non cattolici, anche non cristiani, anche se dicenti atei gradiscono un pur breve dialogo anche con un sacerdote sull’avventura della vita. Sono viandanti e amano le brevi soste sul ciglio della strada per prendere fiato. Un giovane musulmano dell’Iran chiese a me sacerdote cattolico di benedire il suo anelito di pace; ed intendeva quella del suo cuore. In questi giorni in Iran migliaia di giovani, affrontando il pericolo della morte, protestano per la giustizia e per la libertà di pensiero. A nutrire in loro la forza per non soccombere alla dittatura del potere e del denaro e per disserrare, tra macigni di difficoltà, la via della giustizia e della pace, a dar loro questa forza è una potenza interiore che ciascuno custodisce dentro di sé.

Forestieri alle ragioni e agli interessi di questo mondo, cosa cercano questi giovani dallo zaino sulle spalle?

Nell’arco della propria giovinezza ognuno di noi fisicamente e psicologicamente sperimenta la verdezza della sua umanità: tenera ed irrequieta, fantasiosa e prammatica, esigente e contemporaneamente ancora indefinita: è come l’albero che in primavera esplode in foglie, fiori, getti. Sarebbe triste se l’albero in primavera si limitasse a produrre solo le foglie o i fiori o i getti necessari per la sua sussistenza o che, comunque, sul mercato divenissero un profitto. Il ciliegio sboccia una miriade di fiori di cui solo una limitata porzione a suo tempo maturerà in frutto, ma gli altri tantissimi fiori, dopo averli offerti all’incanto dei giapponesi, li abbandona alla danza del vento con l’unico scopo di disseminare attorno una pur momentanea bellezza.

L’attualità della giovinezza è il fiore, oppure dev’essere già un eventuale frutto prematuro?

La legge assoluta del profitto intacca la verdezza dell’umanità: ne indebolisce il senso e ne cancella il diritto a esserci. Questa, la verdezza dell’umanità, sono l‘adolescenza degli adolescenti e la giovinezza dei giovani, nella loro sorgiva natura. La legge assoluta del profitto vuole tutti assoggettati all’accumulo del denaro e della produzione. Vuole la generica efficienza. Gli ideali dei giovani vengono soppesati secondo il criterio della resa economica; quelli che non passano l’esame sono squalificati.

Squalificati della verdezza che è propria della loro età, gli adolescenti e i giovani tendono a copiare gli adulti come per riscattarsi un posto nella società. Fanno gli adulti, ma non sono adulti. Le età della vita perdono le loro specifiche bellezze. Gli anni scorrono generici. Il ragazzo tredicenne, scavalcando la verde avventura di temprare se stesso nel policromo rapporto con un fracco di amici, può ritirarsi in un angolo a fare il geloso fidanzatino. Anche il giornalista del Tg così lo definisce. “Non sposi e non single” si auto-dice la coppia che convive da 10 e più anni! A chi ha un rapporto generico con se stesso, va tutto bene genericamente.

L’umanità ha bisogno di verdezza giovanile. Buon viaggio, giovani dallo zaino che camminate per le vie del mondo, restando liberi dai dettami del potere e del possesso che dominano il mondo che voi percorrete disegnando San Giuseppe che pialla l’asse di legno o suonando alla chitarra la vostra preghiera.

Solo l’albero che a suo tempo fiorisce, a suo tempo matura frutti.

p.Luciano

 

Avviso: domenica 25 gennaio, ritiro Vangelo e Zen a Monza, aperto a chiunque può partecipare. Per informazioni: Laura cell. 347.1092095 / Giovanna: 348.6930647.

  • Luogo: Eremo S.ta Maria al Carrobiolo, Via Carrobiolo 4, Monza. (parcheggio interno)
  • Orario: 08:30 accoglienza – 09:00 2 sedute di Zazen con frammezzo di camminata – Eucaristia domenicale – studio sui comportamenti di vita (il rapporto con chi è debole) 

    – fraternità – 12:30 partenza.

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La stella del mattino / cammino religioso Vangelo e Zen

Milano 16 gennaio 2026

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