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La stella del mattino, cammino religioso Vangelo e Zen
Milano, 15 aprile 2026
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Risorgere al vuoto
dove soffia lo Spirito
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Pasquetta 2026: in metropolitana l’ennesimo furto. Un gruppetto di adolescenti dai vestiti e capelli scalcinati, alla fermata Cairoli scende dalla metropolitana in modo agitato e confuso, lasciando cadere sul pavimento un portafoglio. Una giovane lo raccolse, l’aprì, trasse fuori la carta d’identità e cercò il passeggero corrispondente a quel volto: un signore giapponese che stava in piedi, calmo, di fianco alla sua sposa. Come la giovane gli porse il portafoglio, il giapponese meravigliato aprì lo zaino a constatare che davvero il portafoglio non c’era più. Un prete italiano che parla il giapponese e che osservava la scena accorse a spiegare l’accaduto e a porgere le dovute e profondamente sentite scuse. La coppia giapponese chinò il capo.
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Quegi adolescenti dai comportamenti convulsi e violenti sono colmi di paura. Hanno paura di restare soli, ciascuno solo con sé stesso che non conoscono né amano. L’entrare a far parte del branco li solleva dalla paura di essere soli e il farvi parte diventa la loro forza. Ciò non ostante dal fondo della loro anima fa capolino l’insopprimibile eco di una bontà originaria che non si spegne: così il lancio del portafoglio, seppur alleggerito, sul pavimento della metropolitana affinché qualcuno lo raccolga e lo restituisca al suo proprietario. Quel portafoglio non lo raccolse alcuno del tanti adulti presenti, nemmeno il prete. Lo raccolse una giovane.
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I comportamenti dei giovani, quelli che noi ammiriamo come quelli che non ammiriamo, al nostro buon senso che è vivere appagati di benessere, sono come veri spazi vuoti che ci intercettano la corsa. Ci riportano a stare davanti al vuoto in silenzio. Soprattutto davanti al vuoto che è la domanda se l’educazione e l’esempio loro dati li abbiano invitati all’obesità del benessere o al vigore della coscienza personale.
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La cultura mitica del progresso che dispensa l’essere umano dal confrontarsi, dal riconciliarsi, dal ricomprendersi stando a tu per tu con il vuoto che lo inabita, quell’allucinante visione del tutto riempito, una tale cultura satura l’aria che i bambini, i ragazzi, gli adolescenti respirano. Crescono dando per scontato che è bello essere saturi. Il vuoto è sconfitta. Si deve non perdere. Bisogna avere tutto. I nostri bambini, ragazzi e adolescenti saturi di moine, di cioccolatini, e soprattutto di immagini e di musiche via cuffiette non hanno tempo per conoscere il vuoto e amarlo come humus della loro propria creatività e libertà.
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“Ma sono ancora gracili!” ci si giustifica. Ma proprio perché sono ancora gracili, quanto è importante che gli adulti abbiano a testimoniare loro il pericolo che si nasconde nel riempirsi di tante cose, nell’avere tutto; e al contrario quanto è bello conservare lo spazio vuoto dove attendere e attuare il sorgere del nuovo. Le occasioni sono tante, cominciando dalle difficoltà e forse dai brutti voti a scuola, o da una sconfitta a calcio. E’ l’occasione per ricordare che solo chi sa perdere sa anche vincere. E a questo ammonimento papà e mamma senz’altro hanno esperienze personali da apporre.
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La cucina e la mensa sono una scuola preziosa del vuoto creativo, cominciando dall’insegnamento più ovvio che il cibo è buono quando lo si assume a stomaco vuoto. Il mangiucchiare alimenti prefabbricati obesa, ma non edifica. Le donne piacentine conservavano il pane secco e quindi lo inumidivano componendo un biscione che poi con le dita ne schiacciavano ripetutamente la punta in una miriade di foglioline che cotte con fagioli sono una delizia nutriente. Le verdure e la frutta attese fino alla stagione della loro naturale maturazione, ricompensano l’attesa degli umani regalando inconfondibili sapori e i profumi, duplice gioia della natura che ha potuto fare il suo percorso e degli umani che gustano i sapori e i profumi maturati grazie al loro rispetto.
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Gli adolescenti che lasciano l’oratorio interpellano la Chiesa. La catechesi li ha riempiti di risposte che dovrebbero tappare le tante domande che la vita in futuro porrà loro. E’ la teologia stessa della chiesa che, pregna di dogmi, può disautorare lo Spirito Santo, oppure obbligarlo a ripetere solo le grazie già fatte. Lo Spirito Santo in Dio è il vuoto divino, l’humus della creatività e della libertà divine. Anche Gesù fu concepito per opera dello Spirito Santo.
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Siamo noi stessi, genitori – educatori – sacerdoti, domande vive per gli adolescenti e i giovani che ci incontrano, così come gli adolescenti e i giovani siano domande vive per noi, i senior.
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Noi, i senior, a nostra volta sappiamo eludere lo stare a tu per tu con il vuoto, humus delle domande, ricorrendo a raggiri che ci regalano la risposta senza aver cambiato lo spessore di un capello. Ci basta scaricare i disagi della città sull’autorità pubblica e ciò ci dà perfino l’impressione di essere illuminati. “Più forze armate” si grida per risolvere la delinquenza adolescenziale.
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Disseminiamo la città di gesti che silenziosamente parlano: solleviamo quei monopattini fatti cadere a terra, spostiamoli nel posto giusto se lasciati nel bel mezzo del marciapiedi, osserviamo il rosso del semaforo anche se altri (non solo gli adolescenti) lo ignorano. Il vuoto di uno o due minuti dell’osservanza del semaforo rosso previene tanti incidenti; il contrario li causa. Pasqua 2026: sulle strade italiane 28 vittime di incidenti. Di queste vittime si parla poco, perché a una certa cultura sono conseguenze scontate. Scontate, sì perché se scontate non occorre cambiare nulla.
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Risorgiamo al vuoto, dove soffia lo Spirito! Una pratica ci dà la mano: il sostare ogni giorno nel silenzio, ascoltando il silenzio. Lo zazen.
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Avvisi:
*** 26/04 – quarta domenica ritiro Vangelo e Zen a Monza Eremo del Carrobiolo (contatti: Laura 347.1092095, Giovanna 348.6930647)
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La stella del mattino / cammino religioso Vangelo e Zen
Milano, 15 aprile 2026
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