mer 8 Giu 2005 Scritto da Pierinux AGGIUNGI COMMENTO

 Per il referendum andrò a votare, ma con molta trepidazione. Sì, perché non vorrei che un qualche contendente di questa campagna si appropriasse del mio voto. Non voto per nessuno di loro, per nessuna delle loro posizioni; ma andrò a votare, mio malgrado, solo perché è tirata in ballo la vita, verso cui devo profondo rispetto e cura attenta. Io so che esisto perché la vita, senza alcun mio merito, mi ha generato: quindi la vita mi è sempre un dono. Sono vivente e so che vivere significa offrire la vita ricevuta, momento dopo momento. La vita mi è sempre un’offerta da compiere, fino all’esaurimento. Solo restituendo l’aria inspirata continuo a respirare!

Mi esprimerò al referendum, ma solo riferendomi alla vita e non ai proclami della campagna referendaria. Da una parte, i patrocinatori del referendum dicono: Nessun limite alla sperimentazione! A suo tempo avevano detto: È la libertà della donna che sceglie se portare avanti la gravidanza o no, perché il corpo è suo! Ma non è la vita che nasce dalla libertà, bensì la libertà dalla vita. Nessuno è padrone nemmeno di una sola delle cellule che fanno vivere il suo corpo. C’è qualcosa di più assurdo che spadroneggiare su ciò che ci fa vivere?

Dall’altra parte, gli astensionisti, compresi molti vescovi, dicono: Nessuno può manipolare il processo della vita umana, perché l’uomo è solo fine e mai strumento! Anche loro pongono l’uomo sopra la vita. Io sono prete e, quando la coscienza non permette di assecondare i propri superiori, si soffre. Tuttavia alla mia coscienza i vescovi sembrano profanare il cuore santo della vita, la quale non è mai, in nessuna forma né a nessun livello, nemmeno a quello umano, vita per se stessa. È sempre dono e offerta, anche nell’uomo. Nel cristianesimo occidentale permane un antropocentrismo che, mentre vuole porre l’uomo sopra le altre forme di vita, di fatto tristemente lo separa dalla grande economia vitale che regge l’universo. Così l’uomo può denaturare la vita degli animali: farne dei giocattoli per i propri salotti o, al contrario, una merce da ingrassare con sistemi abominevoli a scopo di lucro. La vita ha una sua legge fondamentale, una sua armonia, un suo equilibrio, attraverso cui è stata partecipata anche a me. Solo così io sono. Uno di questi aspetti è l’esuberanza di seme che ogni vita produce. Un ciliegio fiorisce milioni di fiori, ne porta a maturazione migliaia, mentre basta uno solo di quei semi, per di più di una sola stagione, per garantire la continuità della specie. Un pesce emette una miriade di ovuli che vengono fecondati in acqua; ma solo pochi devono svilupparsi a continuare la specie. Tutto il resto si offre in cibo alla vita già sviluppata. Non c’è mai, in natura, la riproduzione limitata alla conservazione della specie; ma sempre si ha una minima parte che deve crescere e una stragrande parte che si offre. Anche nell’essere umano la vita esubera di spermatozoi e di ovuli, la cui stragrande parte semplicemente crea contorno, ma non è chiamata a svilupparsi. È proprio questa esuberanza di seme che si offre, che oltrepassa i confini delle specie e crea comunione vitale fra le varie forme di vita: fra uomini, vegetali, animali. La vita anzitutto si offre; poi si premura a conservare la specie. La vita è anzitutto universale, quindi è particolare. Ora, il sentenziare apoditticamente che l’ovulo umano fecondato deve soltanto svilupparsi, separa la vita umana dalla santa legge della vita universale, secondo cui nessuna vita è per se stessa.

I Testimoni di Geova, citando la Bibbia, negano la trasfusione di sangue, anche in pericolo di morte. Non dovremmo cadere nello stesso atteggiamento. “La mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda” (Gv 6,55), Cristo disse.

Ho ancora alcuni giorni per osservare attentamente la vita e farmi dire da lei i sì e i no che posso esprimere a suo favore. Oggi, domenica, abbiamo colto le prime ciliege dall’albero del nostro giardino. Le piogge primaverili hanno ridotto di molto il raccolto. Comunque, la festa per uccelli ed esseri umani è garantita! Grande vita, grazie!

 
Padre Luciano Mazzocchi

 

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