mer 14 Dic 2005 Scritto da Padre Luciano AGGIUNGI COMMENTO

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Cari amici, grazie della vicinanza che avete dimostrato iscrivendovi al sito della Stella del Mattino – ambito Cristiano. Anzitutto vi porgo gli auguri più cordiali di gioia natalizia e di profonda riconoscenza per l’anno che finisce e quello che inizia.

Quando avete una domanda che vi va bene porgere ad un qualsiasi sacerdote cattolico e vi viene in mente il mio nome, molto volentieri vi risponderò personalmente se mi scrivete a luciano@lastelladelmattino.org. Quando si desidera che il tema sia dibattuto pubblicamente sul sito fra tutti gli iscritti, indicatemelo e lo farò.

Ecco una prima domanda che io porgo a voi, qualora abbiate qualche risposta.

Immaginate di essere al mio posto a presiedere l’Eucaristia di Natale, con la chiesa piena di gente che forse viene solo una volta all’anno in quell’occasione. Quale messaggio ritenete importante per trasmettere un po’ di gioia e un po’ di luce natalizia ?

Scrivete direttamente i vostri commenti cliccando sul titolo di questo testo (Natale) e inserendo il vostro pensiero nell’apposito riquadro.

Padre Luciano

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categorie: Riflessioni

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  1. Pierinux ha detto:

    Ve bene, rompo il ghiaccio. Non mi pare ci siano molte cose di cui rallegrarsi oggi e trovare un messaggio per trasmettere gioia mi sembra durissima.

    A me piacerebbe invece riflettere – anche se sarà senz’altro un argomento trito e ritrito – sul significato di questa “nascita” che tradizionalmente festeggiamo.

    Dio che diventa uomo, il trascendente che diventa terreno, questo atto di profonda umiltà o viceversa la constatazione della grande dignità della natura in cui il Cristo nasce, con l’atto più spontaneo, concreto e umile che ci sia, questa mi sembra una cosa di cui gioire.

    Gioire nel comprendere che non siamo isolati in questo mondo, a tendere inutilmente verso un Dio irraggiungibile e irrimediabilmente diverso da noi. Questa mi pare la gioia vera del natale. Non so se qualcuno è d’accordo.

  2. mariomigliarese ha detto:

    Proviamo a metterci dalla parte di chi ha lasciato il caldo delle proprie case, la tavola ormai spoglia di ogni ben di Dio, una serata passata in famiglia o da solo. Cosa cerca? Forse è stato mosso dall’uso atavico di dover festeggiare degnamente il Natale partecipando alla messa, oppure dal vuoto che, nonostante i festeggiamenti, le cene e le chiacchiere, sente nel profondo del suo animo. Un vuoto che gli rivela un’assenza, una nostalgia che non riesce bene a identificare e che pure lo ha spinto ad uscire e a ritrovarsi dentro una chiesa in mezzo a tante persone. Quel vuoto è come la buca sulla spiaggia che nessun’acqua può colmare e che nonostante gli sforzi rimane sempre vuota. Cene, canti, amicizie, amori, tutte vengono inghiottite senza lasciare che piccole tracce e la speranza di una pienezza futura. La gioia è constatare che l’abisso del nostro essere è capace solo dell’infinito e che l’infinito è l’unico capace di dimorarvi; è capire che il vuoto che sono io è la pieneza della gioia di Dio che si rispecchia in esso e si ritrova nel nostro volto umano.

  3. susanna bonora ha detto:

    natale è ………
    l’incarnarsi in questa nostra carnalità bellissima e terribile, esaltante e misera, che è capace di costruire ma anche di distruggere, di amare profondamente ma anche di odiare altrettanto e farsi abitare dal profondo mistero di un Dio vicino e prossimo tanto da farsi simile, ma non uguale, faro nelle nebbie dei concetti, faro per il cuore…

  4. mau ha detto:

    Gioia e luce? Il precipitare della storia umana verso condizioni sempre più aberranti e ignobili può essere bilanciato da una prospettiva escatologica di redenzione e riscatto.
    L’ Islam possiede la fede nell’Imam Nascosto – il Mahdi , il buddhismo attualizza la potenzialità dell’immanenza della natura originaria in ciascuno, il cristianesimo glissa sul ritorno del Messia e ne fa mercimonio nelle vetrine del Natale globalizzato.
    Ma i tempi forse sono maturi, le profezie “forse” sono vere…
    Gioa e luce possono venire ormai solo dal socializzare l’impegno personale a resistere alle falangi sataniste che tendono a “palestinizzare” il pianeta.
    Come spiegarlo ai frettolosi fedeli di un grigio Natale lombardo? Prima li fai tremare davanti all’orrore che incalza e alla implacabile giustizia divina, poi gli passi l’ebbrezza di una teofania guerriera.
    Non dare “speranza” – è un rimedio per i paurosi – dai CERTEZZA, fiducia che “rimboccandosi le maniche” (questo i milanesi lo capiscono…) contro l’abominio e le istanze che lo sostengono o giustificano – dentro e fuori di noi – si guadagnano tutta la felicità e la chiarezza; per redimere la nostra miserabile condizione di peccatori e ostaggi del potere mondialista.

  5. maria.veronese ha detto:

    Forse sarebbe bello anche donare un messaggio di pace e gioia concreto, qualcosa che per chi lo vuole possa diventare subito pratica. Come ad esempio ogni giorno almeno una volta provare a sorridere nel parlare a qualcuno, cominciando dalle situazioni più facili spostandoci piano piano poi anche verso chi non ci piace. E accorgerci che un pò alla volta il cuore si apre, scoprirci felici anche senza motivo, e capire che il bisogno di amore è universale e non solo nostro. E scoprire che guardare con occhi nuovi a chi ci sta intorno, cercando almeno una volta ogni tanto di non farci precedere da giudizi e pregiudizi, è come rinascere e sentirsi tutt’uno con la Vita. Insomma, una bellissima palestra quotidiana.

  6. pika ha detto:

    lo sapete che cosa mi piacerebbe?
    se ci fosse del CALMO SILENZIO, durante l’eucarestia.
    credo che il problema principale del mondo di oggi sia: la fretta.
    “correre correre, per arrivare prima. Ma dove?” (alda merini).
    E la fretta, si sa, porta soprattutto rumore.
    proporre attraverso il silenzio che quel qui è l’arrivo di quel giorno di natale.
    fare in modo di poter sentire e sperimentare, per la prima volta, il brusio esterno e quello interno.
    grazie, ciao a tutti,
    dario, un papà con molti brusii

  7. telenio ha detto:

    Suggerirei di cercare il Natale nei giorni feriali. Spogliare il Natale di tutte le enfasi che il tempo e le civiltà hanno sovrapposto a questo avvenimento. Ma soprattutto cercare di cogliere nel quotidiano il mistero dell’energia della Vita, che rinasce ogni giorno.
    E muore ogni giorno. Mostrerei l’immagine che è diventata il simbolo de La Stella del Mattino: il Buddha bambino che porta nel cuore Gesù bambino crocifisso. Inviterei a riflettere sul legame indissolubile che c’è tra il bambino e la croce.
    Ogni giorno siamo chiamati a vivere il Natale: fermarci a contemplare questo mistero, lasciarci vivificare e morire da questo mistero. “Dobbiamo ogni giorno celebrare la messa dell’universo”.
    Conserviamo una posizione dignitosa, anche nelle avversità. Aiutiamo a chi vive nelle difficoltà a mantenere la dignità che è propria della nostra natura. È un compito molto difficile, ma siamo chiamati a questo. Proviamoci.
    Certo, i riti sono necessari. Quindi celebriamo il Natale. Del resto domenica celebriamo un avvenimento storico, dunque verificabile, sperimentabile.
    Non so se queste riflessioni sono particolarmente gioiose. Posso dire che tutte le volte che apro il cuore sperimento qualcosa di bello, di buono, e tutte le volte che lo tengo chiuso (cosa che succede più spesso) vivo una situazione di non-comunicazione, di isolamento. Sento che c’è qualcosa che non viene lasciato circolare. Ci casco spesso, ma so anche che ogni giorno mi è data la possibilità di ricominciare. Finché respiro.
    Alla messa di domenica scorsa, il sacerdote ci ha invitato a recitare l’Ave Maria invece del Credo. Così abbiamo rivolto una preghiera a una persona che si è fidata, che si è lasciata fare dalla Vita, abbiamo espresso i principi del Credo attraverso la realtà di una persona e di un avvenimento che rendono vivi questi principi.
    Per concludere: anch’io amo le celebrazioni silenziose, ma sento anche che dobbiamo cercare di imparare a cantare. Probabilmente nella nostra Storia si sono stratificati tanti “rumori”, e ora sembra che serva una dose supplementare di silenzio per purificare questi rumori e capire cosa e come dobbiamo cantare.
    Buon Natale a tutti gli amici de La Stella del Mattino

    luca

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