mar 6 Giu 2006 Scritto da Pierinux 1 COMMENTO

(di p.Agostino Rota Martir)

DANUS

Caro Danus ricordo ancora il giorno che sei arrivato qui al campo, allora non ti conoscevo, ma sapevo tramite i tuoi figli, delle difficoltà che hai incontrato tu e la tua moglie nell’attraversare le frontiere dal martoriato Kosovo di allora, fino al confine italiano: respingimenti, tentativi falliti e infine dopo una marcia notturna attraverso monti innevati e boschi siete riusciti a superare l’ultima frontiera che vi divideva dalla vostra famiglia.

Danus

Non è stato facile, non solo per la vostra età già avanzata ma soprattutto per tua moglie claudicante per una operazione mal riuscita in Kosovo.

Era comprensibile il timore e la paura dei tuoi figli, anch’io pur non conoscendovi seguivo e accompagnavo l’ansia della famiglia, e mi rendevo conto che il viaggio era una vera impresa, ma la situazione tragica che vivevano i Rom nel Kosovo in quel periodo giustificava questa “avventura”.

A malincuore abbandonavi la tua casa, le tue molteplici attività forse pensavi che saresti potuto ritornare presto, quando le acque si sarebbero calmate là nella tua Mitrovica, dopo aver rivisto i tuoi cari, qui in Italia e in Francia.

Iniziavi una nuova vita qui al campo, certo i problemi non ti mancarono causati anche dalla vita del campo stesso, ma li affrontavi e li superavi con il silenzio e la tua calma e con la tua intraprendenza che ci lasciava ammirati e stupefatti, perché volevi renderti utile, dandoti da fare in tanti lavori, compresi quelli più umili e sporchi: raccoglievi la legna nel bosco per l’inverno, andavi a pescare nei canali e laghetti qui vicino, aggiustavi le biciclette, sistemavi il bagno, recuperavi del materiale ancora utile, spazzavi davanti la roulotte, provvedevi all’acqua…

A volte mi raccontavi con orgoglio delle tue attività che svolgevi in Kosovo, e sottolineavi che era un lavoro onesto e pulito e che godevi della fiducia di tante persone…caro Danus ma il Kosovo non è l’Italia di oggi e te ne sei accorto quasi subito anche tu. Ricordo ancora la tua sorpresa e la difficoltà a capire perché non potevi stare con i tuoi figli, con la tua famiglia, e che non avresti portato fastidio o disturbo ad alcuno, anzi…

Sentivi parlare di un “Progetto”, questa parola che ritornava spessissimo nei discorsi, come un dogma intoccabile, che non eri nella lista perché non eri stato censito a suo tempo, che ormai non c’era posto per te e per tua moglie, nonostante l’insistenza dei tuoi figli a volervi tenere con loro…”Il Progetto” doveva avere la precedenza, era più importante degli affetti e dei legami famigliari! Immagino la tua fatica a capire e accettare che i tuoi figli erano “dentro” il Progetto e voi, i loro genitori eravate gli “esclusi”, nonostante i loro sforzi per farvi entrare…eravate esclusi, perchè c’era sempre qualcuno degli operatori del Progetto, (esperti Rom) che non ammetteva eccezioni, altrimenti il “Progetto” saltava tutto e la colpa poi era vostra!

Avete trascorso qualche mese in Francia da un altro vostro figlio, ma poi sei ritornato da solo e appena ci abbracciammo mi dicesti che là non ti trovavi bene, non c’era spazio, che non potevi muoverti liberamente, non c’era niente da fare, non potevi renderti utile, nemmeno la tua domanda di profugo fu accolta…volevi stare qui al campo di Pisa, perché ti trovavi meglio: “No bene in Francia, qui stare bene! Qui lavorare”.

Ma intanto il “Progetto” avanzava, di nuovo questa parola che circola nel campo come un’ombra strana, difficile da decifrare…di sicuro nel tuo cuore, forse già stanco, affaticato metteva altra paura, forse leggevi negli occhi dei tuoi figli un ulteriore disagio e preoccupazione, confidavi a molti che non volevi ritornare in Francia, che qui potevi renderti utile. Lo eri veramente, soprattutto con il tuo esempio di semplicità e laboriosità.

Ma questo non rientra nei “quadri del Progetto”… e così un mattino i tuoi famigliari s’accorgono che tu eri uscito presto, la sera non fai ritorno, ti cercano per altri 4 giorni, ti cerchiamo in tanti al campo setacciando i posti che tu frequentavi, ma niente. La tua bicicletta era rimasta a casa.

Al campo le ipotesi erano varie e diverse tra loro, alcune preoccupanti…finché dopo 5 giorni ti troviamo morto, non lontano dal campo, eri disteso su un materasso, come se stessi dormendo.

Cosa ti sarà successo Danus? Perché? Tantissimi Rom mostrano la loro disperazione, smarrimento, pianti, e domande…senza risposte.

Anche se probabilmente l’autopsia dirà che sei morto per arresto cardiaco, rimarrà sempre la convinzione in tanti, e io ne sono convinto che la causa della tua morte ha un nome preciso: esclusione.

Morire solo, a poche centinaia di metri fuori dal campo come “un barbone”, abbandonato, proprio non lo meritavi, non era nel tuo stile, non è lo stile dei Rom che questo succeda.

Ma la tua scomparsa grida forte e deve porre degli interrogativi anche a quei “Progetti” sorti a favore dei Rom, ma che rischiano di creare dei nuovi esclusi!

Piange il cuore notare che la stampa locale non si è degnata di segnalare né la tua scomparsa né il tuo ritrovamento…solo perché eri un Rom!

Di certo il buon Dio, che non fa preferenza di persone ti avrà già accolto nel suo Regno, stai certo che per poter stare presso di Lui non ti chiederà di entrare in un “Progetto” o di presentare alcun Permesso di Soggiorno…basterà l’amore.

Chissà se da lassù continuerai a renderti utile con i tuoi lavoretti che facevi con passione quando eri tra di noi.

Ci manchi, ciao Danus e perdonaci se non siamo riusciti a decifrare la tua sofferenza e a starti vicino al momento del tuo Passaggio.

p.Agostino

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categorie: Riflessioni

Un commento

  1. Agostino Rota Martir ha detto:

    Grazie per la pubblicazione, anche a nome dei famigliari di Danus.

    L’autopsia ha confermato la morte per arresto cardiaco!

    Oggi ci sono stati i funerali con rito Mussulmano, presso la camera mortuaria dell’ospedale di Pisa, c’erano tantissimi Rom del campo, ovviamente ho partecipato anch’io e mi è stato concesso pregare per la sua anima.

    Riposi in pace.
    Ciao Ago

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