mer 5 Nov 2008 Scritto da Pierinux 2 COMMENTI

Ci spediscono e  volentieri pubblichiamo. Nessun messaggio politico. Soltanto riflessioni valide in ogni tempo…

Discorso di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.

Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

Su Youtube: http://it.youtube.com/watch?v=iLw-WLlM9aw

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categorie: Riflessioni

2 commenti

  1. nando.atram ha detto:

    Credo che in questo momento molti americani possano dirsi orgogliosi di esserlo, avendo dimostrato al mondo che forse è possibile cambiar rotta. Spero possa essere un passo avanti per poter essere finalmente orgogliosi di essere semplicemente uomini.

  2. angelo33 ha detto:

    Un discorso nobile, di alto idealsimo.
    Profondo,vibrante,sempre attuale.

    Esso infonde speranza in un mondo migliore, più umano. Dove l’uomo sia un fine, un valore assoluto in sè e non un mero strumento da usare a vantaggio di altri uomini.

    Non sempre gli uomini sono egoisti e lupi degli altri come Hobbes affermava in modo rassegnato.
    C’è anche in noi una scintilla divina che ci orienta verso il bene. Che noi dobbiamo accogliere e tenere viva.

    E’stato il discorso più ispirato tra tutti quelli, sempre pregnanti, dei fratelli Kennedy.

    Tanto da diventare un icona del ventesimo secolo.

    Che consolazione ascoltarlo oggi, in un Italia mai così degradata,corrotta,involgarita ed imbarbarita nella sua storia .

    Dove il denaro e la visibilità mediatica sono tutto e nient’altro conta.

    Dove chi cerchi di far rispettare la legge è considerato un sovversivo e dove molti governanti fanno il loro comodo ignorando e violando spudoratamente non solo la legge ma anche elementari principi di civiltà ed essenziali diritti di libertà democratica fissati in tutte le carte costituzionali dei paesi civili.

    Un paese guidato da un avventuriero eccezionalmente impudente ed impunito il quale, con sovrumana insolenza, e per salvarsi dalla certa e sacrosanta rovina per una miriade di reati gravissimi commessi nel tempo per costruire la sua fortuna, ha piegato il paese ai suoi squallidi privati interessi personali e patrimoniali.

    Un personaggio che è proprio l’opposto di Bob Kennedy.

    Il quale sta a Bob come il nero sta al bianco e come il diavolo sta all’acqua santa.

    Ho sempre stimato moltissimo Bob ed è stato più audace,coraggioso ,coerente e profondo del fratello maggiore.

    Quando era Ministro della Giustizia per essere rigoroso e coerente con la sua coscienza ed all’altezza del ruolo,delicatissimo, che ricopriva,si fece numerosi nemici acerrimi e mortali.

    Primo fra tutti la potentissima mafia italo americana.
    Che sfidò e combattè a viso aperto ed in modo intransigente, senza compromessi.

    Perciò il fratello non lo voleva nella sua squdra, tanto che il padre glielo dovette imporre.

    I soliti disfattisti e relativisti che vedono il male ovunque, hanno cercato di infangarlo attribuendogli una relazione con la povera Marilyn Monroe.

    Ma solo un cristiano cattolico vero può scegliere di avere undici figli a neppure quarant’anni di età.

    Dopo la morte del fratello con encomiabile spirito di servizio alla collettività ed alla sua famiglia, ed anche per accertare chi avesse organizzato l’omicidio del fratello, si candidò alla Presidenza.

    Pur sapendo molto bene a quali gravissimi pericoli e vendette andasse incontro.

    Onesto e sensibile verso i serissimi problemi del suo paese(mai così diviso,smarrito e dilaniato dalla questione razziale e dalla rovinosa guerra nel Vietnam) ed ai gravissi squilibri economici e sociali nel mondo che ne minavano seriamente la pace (compresi quelli dell’America latina che il fratello maggiore aveva trascurato), propose un progetto politico,economico e sociale, di respiro nazionale e globale, ancora più rivoluzionario,incisivo ed audace di quello preparato dal fratello.

    Un progetto molto più attento ai popoli poveri,deboli ed emarginati del sud del mondo, sfruttati dall’atteggiamento imperialista delle potenze dell’Occidente.

    La “nuovafrontiera” delineata dal fratello si sarebbe spinta ancora più in là cercando di abbracciare e coinvolgere il mondo intero.

    Fu l’unico politico americano che ebbe lo straordinario coraggio di andare solo, senza scorta, sfidando la morte, incontro ai neri americani,inferociti, nei loro ghetti, appena dopo l’assassinio di Martin Luther King.
    Per cercare di pacificare la nazione.

    Il suo programma era così ardito ed irto di severissimi ostacoli da superare ed erano così numerosi i potenti nemici da combattere che l’espressione del suo volto durante la campagna elettorale del 1968 era tanto tenace e decisa quanto segnata dal dolore e velata di tristezza.

    Come se già presagisse il suo ineluttabile e tragico destino di vittima.

    Il profeta Isaia avrebbe detto che sembrava un agnello condotto al macello.

    Ma siccome credeva nell’uomo ed era uomo di fede non si tirò indietro e volle combattere per far valere i suoi ideali. E per realizzare la sua missione.

    Lasciando,così, al mondo una traccia ed un esempio luminosi ed incancellabili di sensibilità umana, di dedizione al suo paese, di coerenza e di coraggio.

    Che grande Presidente sarebbe stato !

    E cosa sarebbe stata l’America guidata da lui.

    La sua stella splende, vivissima,nel cielo.

    Che Dio lo abbia in gloria.

    Angelo Balzano.

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