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La stella del mattino, cammino religioso Vangelo e Zen
Milano, 7 marzo 2026
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俎板! Mana-ita!
Il tagliere!
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In questi giorni di terrore, il richiamo del tic – toc del tagliere casalingo.
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“祭壇には俎板を! さすが!” Saidan ni wa mana-ita wo ! Sasuga !
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«Come altare il tagliere? Che bell’idea!”:
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fu l’esclamazione di una giapponese alla celebrazione eucaristica nella sua lingua come notò che a fungere da altare era stato messo il tagliere della cucina.
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Sì, il tagliere sul quale chi è addetto alla cucina, in genere la madre, taglia e ritaglia le verdure e gli altri alimenti, proprio questa solida ed umile asse di legno, costellata dalle ferite del mestiere, funge a meraviglia da altare per celebrare – sarebbe meglio dire: per confezionare – la comunione eucaristica. Sotto il ripetuto taglio di una lama ben affilata, le svariate verdure crude fanno comunione dei loro sapori e profumi. Compiono il sacrificio del proprio io individuale, del proprio singolo colore e aspetto, e maturano in salse stimolanti il gusto della sana alimentazione. Risvegliano il corpo di chi se ne alimenta ad accogliere il cibo con allegria. Mia madre e le donne piacentine furono artiste delle salse crude. Le donne giapponesi non fanno uso del comune strumento di cucina detto mezzaluna, ma affettano le verdure, il pesce e gli altri alimenti con un affilato coltello, in un tic – toc celerissimo ed armonico che all’ascolto regala allegria. Quando in famiglia o nell’ambiente di lavoro sorgono divergenze e contrasti, in Giappone si suole ricorrere all’espressione: 俎上に載せるsojṓ ni noseru: mettere i problemi sul tagliere; quindi tic – toc fino a farne una saporita salsa.
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Nelle culture del mondo il tagliere della cucina è stato l’altare della comunione famigliare e del legame affettuoso con la propria terra.
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Oggi le verdure sono per lo più comperate in buste di plastica già pronte all’uso e la melodia dei tic – toc tace. Ma tacciono anche i sapori, tace quindi anche l’incontro stimolante ed allegro che il cibo dà a chi lo assume. Tra chi assume il cibo e il cibo assunto prevale un rapporto neutro di sentimenti, riducendo di fatto l’alimentazione a funzione fisiologica. Anche nella celebrazione eucaristica della Chiesa il pane spezzato dell’Ultima Cena è stato ridotto a piccole sfoglie insapori, tutte uguali. Come dire: bastano i concetti, bastano le idee chiare e distinte nella testa; il sapore, il colore, il profumo sono accidenti secondari. Oggi, le ide chiare e distinte nella testa partoriscono conflitti.
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Venuta meno la vitale e vivace liturgia del tic – toc del tagliere casalingo, i rapporti tra famigliari gradualmente tendono a chiudersi attorno al proprio io. Sulla tavola si distendono dieci portate ancora nei rispettivi involucri di plastica affinché ciascuno scelga quello che gli va. I giapponesi hanno forgiato il termine specifico che dice questo ritirarsi nel proprio quel che mi va: 引きこもり – hikikomori. L’io si fa obeso. Obeso di quel che mi va l’io ha sempre più sete di esperienze sensazionali, esperienze obese di gratificazioni estreme.
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Alcuni minorenni sono accorsi a una discoteca all’estero per festeggiare il capodanno. Grande disgrazia e profondo cordoglio! Classi di studenti delle Superiori programmano viaggi culturali a paesi molto lontani, anche in Giappone, anche a Dubai, alla ricerca dello straordinario. Eppure è calda emozione conoscere innanzitutto l’economia del tagliere che ci confeziona l’alimento quotidiano, ossia la terra natale. Le sue generose risorse: orti, risaie, vigneti, frutteti e uliveti, praterie, pascoli naturali, boschi secolari …; ma anche le tante contraddizioni: inquinamento, allevamenti intensivi forzati, ecc.
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“祭壇には俎板を! さすが!” Saidan ni wa mana-ita wo ! Sasuga ! «Come altare il tagliere? Che bella idea!”.
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p.Luciano

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Altare dell’aula Vangelo e Zen: sul tatami il tagliere – mana-ita
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Avvisi particolari:
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sabato 14 marzo, presso la sede (Via Palermo 11, Milano) ritiro (09:00 – 13:00): Zazen, preghiera, studio, celebrazione eucaristica. Aperto a chiunque viene volentieri.
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domenica 15 marzo, Sala Stendhal di Villa Tittoni Desio, ore 19:00 testimonianza e momento di pratica Vangelo e Zen.
Partecipazione libera contattando festivaldellafelicitadesio@gmsil.com
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domenica 29 marzo presso l’Eremo S.ta Maria, Via Carrobiolo 4, Monza: Zazen, celebrazione eucaristica con processione delle palme, studio, bivacco (sobrio pranzo) condiviso attendendo l’alba della risurrezione.
Partecipazione libera contattando Laura: 347.1092095, Giovanna 348.6930647
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sabato 4 aprile, santo, ritiro di silenzio e digiuno presso il Monastero S,ta Maria del Monte, Concenedo (Lecco).
Per partecipare contattare Michele 334.9430987
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La stella del mattino / cammino religioso Vangelo e Zen
Milano 7 marzo 2026
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