ven 2 Gen 2009 Scritto da Pierinux AGGIUNGI COMMENTO

lettera

Vangelo e Zen

2008 – 2009

Secondo la consuetudine di un piccolo essere vivente detto “donna e uomo”, comparso su un minuscolo pianeta chiamato “terra”, che gira attorno a una stella di media grandezza e luminosità chiamata “sole”, una fra le miriadi di stelle delle miriadi di galassie che popolano l’universo, nel frammento di tempo chiamato “storia umana”, della durata di un miliardesimo del tempo cosmico,

è stabilito

che il 31 dicembre termina l’anno vecchio e il 1 gennaio inizia l’anno nuovo. Per l’avvenimento le donne e gli uomini sulla terra faranno un grande clamore, mentre le stelle continueranno a brillare silenziose. Auguri!

Immensità cosmica! Piccolezza umana! Eppure, è grazie alla piccola sfera di questo occhio che posso carpire la vastità del cielo, raggiungere il confine dello scibile e da lì proiettarmi sempre oltre. Anche il Natale storico del Cristo a noi tramandato dai Vangeli e dalla tradizione è l’occhio con cui noi possiamo penetrare il mistero del Natale eterno. Nacque a Betlemme, figlio della stirpe ebraica, mentre era imperatore Cesare Augusto e Quirino console della Siria. I magi videro il Natale guardando sopra la storia umana, fissando le stelle. Il Natale eterno è “Dio da Dio” come dice il Credo: Dio che genera ed è generato.

La nascita di un bambino è avvenimento storico: un giorno e un’ora precisa registrati nell’album della storia; è avvenimento cosmico frutto della cascata di atomi che formano la terra e tutto quanto prende corpo da essa; è avvenimento eterno: la nascita di un bambino è infatti custodita da sempre nel cuore di Dio, con scritti in calce il giorno e l’ora del tempo storico e il luogo dello spazio cosmico in cui quella nascita eterna diverrà tempo, da registrarsi sull’album del tempo. Un bambino che fuoriesce dal cuore eterno di Dio e nasce nel tempo sulla terra, tira anche Dio nel tempo, lo trascina giù sulla terra. La creazione attira Dio nella sua tenda.

In questi giorni ho colmato i pochi intervalli liberi dagli impegni natalizi con la lettura di alcuni scritti di Gioacchino da fiore (che il computer cocciutamente mi corregge in Giacomino da fiore). Anzitutto patisco la meraviglia che nei dodici anni di formazione seminaristica quel nome non sia mai stato menzionato. Nacque nel 1130 in Calabria, dove pure morì nel 1202. Contrastato dai teologi, incoraggiato dai papi (non sempre avviene così!), Giacchino sperimentò e comprese il cammino spirituale come un sentiero lungo il quale l’uomo che cerca Dio, Dio che si manifesta all’uomo, il senso delle Scritture ecc.:tutto cresce assieme. Così ci fu l’era della religione del Padre, fatta di adorazione del Trascendente: l’Antico Testamento. Poi ecco l’era del Dio fatto storia, il Cristo: il Nuovo testamento, la Chiesa. Quindi viene l’era dello Spirito, in cui l’uomo e la creazione, liberi dalla stessa legge della religione, sono il profumo e il sapore divino. Nella teologia di Giacchino il Cristo è passaggio storico verso l’era dello Spirito. Anche gli stati dell’uomo evidenziano il divenire trinitario: lo stato laicale dedito alla perpetuazione della vita evidenzia il Padre, lo stato sacerdotale in cui gli uomini amministrano la grazia del Cristo evidenzia il Figlio, lo stato monastico evidenzia lo Spirito. Mi piace qui citare un’espressione di Giacchino da fiore: “Cum gloria mundi tendit ad nihilum, revelari incipiat gloria regni” (Proprio quando la gloria del mondo volge al nulla, incomincia a rivelarsi la gloria del regno). Anche le Scritture, anche il Cristo storico, anche la chiesa comportano aspetti fini della “gloria mundi”. Quando la gloria mundi “evacuatur”, il regno si attua. Questo “quando” è l’escaton. E l’escaton non è una data.

E’ in atto il processo per proclamare Gioacchino da fiore “santo”. Il neo presidente degli Stati Uniti, Obama, lo cita come suo maestro spirituale. Quest’anno intendo proporre a chi partecipa ai ritiri lo studio di qualche suo scritto. Si può iniziare con un piccolo testo, intitolato “Gioacchino da fiore” della collana “Scrittori di Dio” n. 29, edito dalla San Paolo (Euro 6, 20).

25-27 dicembre: oltre un migliaio di persone ha visitato il nostro presepio con gli origami e i bonsai. Molti hanno preso foto che hanno promesso di mandarmi; se sono di parola ve le girerò.

– 29 dic. 01 gen. : io sono nella sede Vangelo e Zen di Desio; graditissima la vostre visita e permanenza anche di mezza giornata. Il numero telefonico di Desio è 0362.300350/338.1011101. L’indirizzo: Via Achille Grandi 41.

Auguri di un nuovo anno in cui Dio, le Scritture, l’uomo, la giustizia economica, le cose crescono insieme mollando la “gloria mundi”.

padre Luciano

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