mar 3 Feb 2009 Scritto da Pierinux AGGIUNGI COMMENTO

lettera

Vangelo e Zen

1 febbraio 2009

dal Vangelo di Luca 8, 22-25

Il Vangelo di questa domenica narra di Gesù che dorme tranquillamente a poppa mentre la barca è vessata dalla furia delle onde. Svegliato dagli apostoli, impone la calma al mare. Abituato a sentirmi dire per l’ennesima volta dal telegiornale che anche l’ultimo incidente stradale fu “colpa della nebbia, pioggia, neve killer”, la figura di Gesù che non incolpa le onde, ma le calma con la sua calma, mi stupisce e mi insegna. Sì, è attraente la figura umana che non fa la vittima degli altri, ma guarisce il disordine con la sua ricchezza umana. Basta credere che il regno di Dio non è qui o là, ma è dentro di noi (Lc 17,21). La mancanza di fiducia in se stessi è la malattia degli egoisti. Infatti l’egoista è colui che arraffa su e da gli altri ciò che non scopre dentro di sé.

“Perché sei cristiano? Perché stai nella chiesa?”, mi chiedono molti. Ricordo la stessa domanda rivolta a Raimondo Panikkar – che ringrazio per gli auguri del nuovo anno che mi ha inviato alcuni giorni fa chiedendomi di trasmetterli a tutti gli amici – dopo una testimonianza che tenne nella chiesa di San Carlo, Milano, forse nel 2002. Panikkar rispose: Resto nella chiesa perché c’è tutto quanto mi occorre per la salvezza. Eppure Panikkar è l’uomo del dialogo rispettoso e profondo. Se hai già ciò che ti occorre per la salvezza, perché dialoghi con gli altri? Perché fai zazen?. Non è una specie di razzia come quella dell’egoista che arraffa sugli altri perché non ha scoperto dentro di sé? Queste critiche sembrano serie; ma lo sarebbero se la religione non fosse una via seria, la via più seria dell’esperienza umana, dove non si può barare.

Una visione banale, cara all’uomo che pone la sua residenza nella mediocrità, è quella di comprendere la verità come una merce che uno ha e l’altro non ha. Se uno giunge a comperarla, poi sta tranquillo per sempre. La religione viene intesa come la depositaria di questa merce: chi vi accede entra in possesso della verità tutta intera. La banalità può andare oltre e affermare che se nella religione rimangono il peccato e la contraddizione, ciò dipende dai suoi membri indegni e non dalla religione stessa. E’ come dire che una certa cura medica è quella giusta, ma i malati non guariscono perché sono indegni! L’albero lo si conosce dai suoi frutti, disse Gesù; tuttavia anche nella chiesa si suole raggirare le proprie contraddizioni scaricando sulla indegnità dei fedeli. Oppure, più nelle religioni orientali che in quelle occidentali, si può curare la perfezione formale, come se questa eliminasse le contraddizioni che rimangono sotto il velo della forma.

Anch’io non ho altra risposta alla domanda “Perché sei cristiano”, che quella data da Panikkar. Ma lo posso soltanto liberando il vero senso della religione dai significati banali supportati dall’impostazione banale della verità intesa come una merce che qualcuno ha e un altro non ha. La religione non è la verità, perché essa stessa scaturisce da quella qualità vera della vita che mi immette nel viaggio che è la verità. Chi riconosce in Gesù il Cristo è perché dentro di sé ha il parametro del Cristo con cui può riconoscerlo. La religione è un carisma della verità: un profumo e un sapore che promana dalla verità e attira alla verità. Come l’appetito della verità stimolato in me dalla verità, sempre comprendendo la verità come dinamismo e non come merce. L’uomo si rapporta alla verità, come alla vita, attraverso l’esperienza. Io gusto il sapore della mela, lo sento unico, distinto da quello di altri frutti. D’altra parte gusto il sapore unico della mela, perché ho la memoria del sapore degli altri frutti. Carisma è aspetto caratteristico, quindi limitato della verità. Aspetto limitato, ma unico, saporito, profumato; sicché conduce direttamente a comunicare con il cuore della verità, e non a possedere il corpo della verità. Come il bacio di un giovane a una giovane mette in atto la comunione di due cuori, anche se ognuno dei due porta con sé un bagaglio indecifrabile di carattere, tendenze, paure ecc. che resteranno insondabili per tutta la vita. L’uomo che attratto da un carisma pellegrina al cuore della verità, è simile allo scalatore che da questo o da quel ruscello scala la montagna fino alla sorgente da cui i tanti ruscelli si diramano. Giunto alla sorgente può contemplare come l’acqua scorra in multiformi rigagnoli, svolgendo differenti funzioni. In parole semplici: io sono convinto che il Cristianesimo è un vivissimo carisma della verità che, riversato sulla mia esistenza, mi introduce nel cuore della verità. Ascoltando le pulsazioni di quel cuore, io mi dischiudo alle infinite espressioni della verità stessa. Accolto nella verità, io posso circolare libero nelle tante camere della sua casa. Così posso comunicare con il carisma della via buddista. Verrà un giorno in cui potrò perfino gustare il concerto della verità attraverso le sue voci cristiana e buddista. Riverbereranno nella mia vita. Poi, quel riverbero diventerà me; e io diventerò quel riverbero.

Il pellegrinaggio al cuore della verità accompagnato da un carisma della verità si attua solo se il pellegrino non resta relegato in quel carisma che lo ha attratto. Un carisma che relega, non è più carisma, ma sistema. Paolo direbbe: è legge e non grazia. Afferma, “Voi… non siete più sotto la legge, ma sotto la grazia” (Rm 6,14). Eccomi allora a testimoniare il carisma cristiano, che attira me dentro la verità. E’ il carisma dell’esistenza. E’ l’esistenza sperimentata come sapore e profumo che suscita in me l’attrazione al cuore della verità. La teologia cristiana ha forgiato una parola per dirlo: l’incarnazione del Logos. In parole semplici: la carne è tenda del divino; il divino è palpito della carne. Da lì comincio a scalare la montagna.

Finito questo preambolo, alla prossima volta di entrare nel discorso.

Incontri

  • Sabato 7 feb. Ore 09.00-12.00 ritiro settimanale a Desio Tel 0362.300350, 338.1011101
  • Lunedì 9 feb. ore 16.00 – 19.30 ritiro a Firenze Tel 333.7032255; 21.00 – 22.30 meditazione sulla spiritualità paolina presso la chiesa San Martino a mensola.
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