dom 1 Apr 2012 Scritto da Pierinux AGGIUNGI COMMENTO

a tutti i soci e amici di Vangelo e Zen, gli auguri di una santa e gioiosa Pasqua

Pasqua significa passaggio. Gli Ebrei festeggiavano la Pasqua – passaggio dall’Egitto alla terra dei loro padri, la Palestina. Avevano scelto questo periodo della prima luna piena di primavera per attraversare il deserto. Anche l’ebreo Gesù ogni anno, all’inizio della primavera, quando le colline e le pianure si ricoprono di verde e di fiori e le pecore partoriscono gli agnelli, celebrava la Pasqua, il passaggio. Era la terza volta che celebrava la Pasqua con i suoi discepoli e quella sera percepì se stesso divenuto passaggio: il suo corpo era diventato pane per la fame del mondo e il suo sangue vino che crea l’allegria e la comunione. Si sentiva “passaggio”. “Mangiatene e bevetene tutti”, disse. Rosmini affermava: Gesù muore e risorge nel pane e nel vino, che sono dati a tutta l’umanità affinché abbia le forze e il brio di passare. Quella sera Gesù disse parole come queste: “Io non mangerò più, non berrò più finché il passaggio non si compia nel regno di Dio che è giustizia pace e gioia nello Spirito”.

E’ il nostro attaccamento all’esistenza che ci ritarda la beata comprensione che tutto è passaggio. Anche il Cristianesimo, pur irrorato della mistica evangelica del passaggio, spesso rimane caparbiamente attaccato agli assoluti. Perfino Dio è frainteso come un assoluto, un ente immobile e autosufficiente. La bella notizia del Vangelo è che nulla ha la natura di essere autosufficiente, ma tutto è comunione, relazione. Dio è la fonte della relazione. Gesù testimoniò la natura relazionale di Dio ai sommi sacerdoti, difensori del concetto del Dio assoluto. “Ha bestemmiato, è reo di morte!”, gridarono. Così uccisero Dio nell’uomo Gesù. Ma Dio ha l’intima natura a morire, perché Dio è amore! Dio muore nei semi che, morendo sotto terra, risorgono. Dio muore nel mio corpo che, compiendo il suo cammino, muore e risorge. Dio muore e risorge in tutto. “Nulla esiste per se stesso, e nulla muore per se stesso”, soprattutto Dio, essenza intima di ogni esistenza. Così testimonia Paolo.

Sto sperimentando la Pasqua in alcuni particolari avvenimenti. Alessio e Raul, due giovani, hanno lasciato il lavoro, l’università e hanno deciso di fare della casa Vangelo e Zen la loro casa, insieme con me. La loro giovinezza e sensibilità continuamente mi richiama il passaggio che stanno vivendo e lo suscitano anche in me, da anni stagionato in uno stile di vita da singolo. A Pasqua, il signor Hiroshi, primo ristoratore giapponese di sushi a Milano, e la signora Inao, giapponese da decenni impiegata presso un commercialista italiano di Milano, riceveranno il battesimo. Hiroshi proviene dalla religiosità scintoista e Inao da quella buddista. Ho accompagnato il loro passaggio al sacramento del battesimo, ammirando la naturalezza del loro passare lungo i sentieri religiosi differenti, con una agilità che va crescendo col cammino che si compie.

“Se noi non risorgiamo, neanche Cristo è risorto”, scrive Paolo nella prima lettera ai Corinzi. Ho ridotto troppo a lungo la risurrezione di Gesù a un miracolo, quasi fosse avvenuta allo scopo che noi lo adoriamo. Oggi comincio a comprendere, nel mio corpo e nel mio sangue, che la risurrezione non si riduce a un miracolo. Infatti nessuno l’ha visto risorgere, perché quando le donne arrivarono al sepolcro, questo era già vuoto. La risurrezione non è un miracolo, ossia una cosa speciale di qualcuno speciale. La risurrezione è la legge universale che anima tutto ciò che esiste, sicché nulla esiste per rimanere nella prigione di se stesso; ma tutto vive in Dio. E Dio continuamente muore e risorge e in tutto opera il morire e il risorgere, perché tutto è in Dio, opera di Dio. In questa legge universale, il perdono diviene spontaneo. Perdonare è infatti morire e risorgere. Perdoniamo perché siamo morire e risorgere.

Pietro, Paolo, gli altri apostoli, la Maddalena, le donne credettero in Gesù risorto perché lo sentirono risorto dentro di loro. Così, Gesù individuo storico, in loro risorse come Cristo. Risorto, è pane che nutre e vino che inebria i fratelli e le sorelle e li incoraggia nel loro passaggio che è il loro cammino storico. “Se noi non risorgiamo, neanche Cristo è risorto” (1 Corinzi 15,16).

L’albero di pero trapiantato nel nostro giardino l’autunno scorso, è in fiore. Ogni giorno mi gusto una pera Caiser cotta al forno. E il mio intestino dice grazie. Una santa e gioiosa Pasqua!

p.Luciano

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