ven 13 Feb 2015 Scritto da Pierinux 1 COMMENTO

Vangelo e Zen, Desio, 12 febbraio 2015

Simone Weil scrive che la religione – forse sarebbe più proprio dire fede – altro non è che uno sguardo.

Un caro amico mi ha donato un libretto dal titolo: Sette brevi lezioni di fisica, (Carlo Rovelli, Adelhi). La prima delle 7 lezioni s’intitola: “La più bella delle teorie”. Questa è la teoria della relatività generale che porta con sé altre intuizioni fisiche dal nome di onde gravitazionali – radiazione cosmica di fondo – big bang. L’autore, responsabile dell’Équipe de gravité quantique du Centre de Physique théorique (Università di Marsiglia), afferma che quando per la prima volta intuì la portata della teoria della relatività generale provò un’emozione profondissima. Ci sono capolavori assoluti, come la Messa da Requiem di Mozart o la Cappella Sistina che, scoperti, rivelano la pura bellezza. La teoria della relatività generale ne è forse la più sublime.

“E qui arriva l’idea straordinaria, il puro genio: il campo gravitazionale non è diffuso nello spazio: il campo gravitazionale è lo spazio. Questa è l’idea della teoria della relatività generale. Lo “spazio” di Newton , nel quale si muovono le cose, e il “campo gravitazionale”, che porta la forza di gravità, sono la stessa cosa. E’ una folgorazione!” (pag. 17).

Lo spazio e il tempo non sono due dimensioni di un contenitore vuoto in cui qualcuno – dio o l’uomo – colloca le cose che fa. Spazio e tempo sono due dimensioni in cui noi leggiamo l’agire del flusso gravitazionale dell’universo, i movimenti della radiazione cosmica di fondo. Traducendo in un linguaggio biblico è come dire che il creatore e le creature si originano assieme dentro l’unico atto della creazione originaria. Così la paternità e la maternità dei genitori e la figliolanza dei figli accadono simultaneamente. E’ la relatività generale.

lente-gravitazionaleLa visione della relatività generale guida a sentire il proprio spazio e il proprio tempo come la goccia di un flusso, la quale goccia è lo stesso flusso (parte dello stesso flusso) che la scaglia nel tempo e nello spazio, l’alveo che il flusso si apre fluendo. Il tempo e lo spazio nel proemio del Vangelo secondo Giovanni sono il Logos, Dio presso Dio, che si fa carne. Così è anche il corpo di ciascuno di noi che, formandosi, cresce nelle dimensioni del tempo e dello spazio, e il tempo e lo spazio sono le dimensioni che gli organi vitali occupano creando tempo e spazio. Queste considerazioni comunichino con quanto Nishida Kitarò indica nella sua ultima opera, oggetto del nostro studio del corso dei 6 ultimi sabati del mese: “La logica del luogo e la visione religiosa del mondo”.

Sono convinto che lo studio e la ricerca su Dio e sull’uomo o sulla realtà sono un identico studio, un’identica ricerca. Sono convinto della relatività per cui Dio e l’uomo e la realtà si generano assieme. Sento come vacua l’immaginazione di un dio pre-essente la realtà e auto-stante senza la realtà. Credo che Dio è amore (1 Gv 4,8) e che si genera insieme con l’amato. Oggi il mio studio e la mia ricerca seguono una domanda: la soglia da cui si accede a ciò che è, a ciò che Dio è, a ciò che io sono, a ciò che la realtà è,… questa soglia è la persona, oppure la natura? Se è la persona, con i piedi saldi sul gradino della propria individualità balzerò dentro l’individualità di Dio, di me, delle cose. L’individualità di Dio, di me, delle cose sarà meta, paradiso. Se è la natura, con i piedi nel fango mi scioglierò, balzando senza balzare. E spunterà uno stelo d’erba.

La mia chiesa insegna che Dio è tre come persona e uno come natura. Finora mi sono limitato a dargli del Tu, come si dà alla persona. Voglio scendere dove Dio è uno, nella natura, dove è puro amore senza distinzione dall’amato. L’eucaristia, dove Dio è cibo e bevanda e io ho fame e sete.

Sentiamo molta vicinanza con naufraghi del Mediterraneo, con le vittime del fanatismo, con i fratelli e sorelle malati.

p. Luciano

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Un commento

  1. Emilio Vazzoler ha detto:

    Gent.ma Maria , la riflessione Uno Sguardo apre uno scenario filosofico che può scuotere i torpori formali dogmatico religiosi di un roccioso e doppio millennio , difeso sulle basi di un passato conservativo , spesso dimentico di quel ” Io sono colui che era che è e che diviene ” ..
    In fondo le leggi che in vita subiamo ed attraversiamo , determinano un inizio ed una fine di stati materiali evoluti in tempi anche piccoli , ma e sempre diversi .. Le leggi fisiche non determinano con certezza assoluta il percorso intercorrente , che tra inizio e fine è frutto di impermanenze di norma energetiche , a loro volta deviate e condizionate da eventi poco prevedibili esterni e correlati .. Complimenti di vero cuore alla sensibilità ed alla lungimiranza del nostro padre Luciano , che ha sublimato valenze di ambiti fisici materici in altri spazi spirituali universali ..
    Ancora un grazie per le tue e-mail ed un saluto da Emilio ..

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