sab 25 Nov 2017 Scritto da Pierinux AGGIUNGI COMMENTO

Carissimi, insieme con il saluto fraterno ecco la lettera di inizio Avvento. Alcuni avvisi:

1) sabato 25 novembre qui a Desio il secondo incontro del corso “La potenza e la grazia”. Il titolo di questo incontro: “Simone Weil: impegno politico ed esperienza mistica”. La relazione sarà tenuta dal professor Domenico Canciani. Il corso ha inizio alle 14,00, ma è possibile – direi raccomandabile a chi può – venire in mattinata e partecipare al ritiro Vangelo e Zen con inizio alle 09,00. Per chi volesse partecipare per la prima volta, sul sito alla voce trova le indicazioni.

2) La settimana che segue il Natale è possibile soggiornare qui a Desio per uno o più giorni, dietro preavviso, seguendo un programma personalizzato e condiviso.

3) I giorni 29 (venerdì) e 30 (sabato mattina) sono dedicati al ritiro di fine anno. Il sabato pomeriggio è dedicato all’assemblea adulti di riflessione sul nostro cammino. Orario (passibile di piccoli cambiamenti):

  • 29 (venerdì) ore 09,00 accoglienza; 10,00 introduzione-studio di un testo Zen; 11,00 – 12,30 zazen (2 sedute); 13,00 pranzo – tempo personale; 14,30 ascolto e studio di un testo evangelico; 15,30 zazen (due sedute); 17,30 eucaristia; 19,00 cena – tempo personale; 20,00 condivisione; 21,30 preghiera e zazen; 22,10 riposo
  • 30 (sabato) ore 06,30 zazen (2 sedute), ascolto del Vangelo, preghiera di lode; 08,00 colazione, tempo personale; 09,00 lavoro (lasciare in ordine la casa per il nuovo annomeditazione la fine – l’inizio; ); 10,30 zazen (3 sedute); 12,30 preghiera del mezzogiorno; 13,00 pranzo (fine tempo in silenzio). Pomeriggio di riflessione sul nostro cammino: corrigenda e proponimenti (questa parte è particolarmente affidata ai componenti il consiglio e al gruppo cultura dell’associazione Vangelo e Zen, ma è aperto a chiunque ha a cuore questa nostra testimonianza). sera (ore 18,00) eucaristia vigiliare a conclusione dell’anno.

Possibile rimanere anche il giorno 31 (domenica) e capodanno con programma personalizzato e condiviso con p. Luciano


L’aceto balsamico

ATOAJI – 後味

Un’incontro sulla spiritualità oriente-occidente che si è tenuto nei pressi di Modena mi ha dato l’occasione di essere ospite di Akane e Massimiliano, e dei loro figli Chiara Kiyo e Francesco Koji. Nella loro casa tutto ha il nome italiano e quello giapponese. La loro casa è un’antica fattoria agricola in mattoni, con annessa anche una cappella che nel mese di maggio accoglie i contadini delle vicinanze per la recita del rosario.

A unire Akane e Massimiliano fu la comune passione di camminare; meglio, di pellegrinare. Durante il il loro fidanzamento, insieme fecero il cammino di Santiago e quindi quello di Shikoku, Giappone, il primo di tradizione cristiana e il secondo buddista. Nel 2007 ebbi la gioia di benedire il loro SI’ sponsale nella Cappellania giapponese di Milano. Dopo la nascita di Chiara Kiyo lasciarono Milano e si trasferirono nella casa paterna di Massimiliano, nella campagna presso l’abbazia di Nonantola, Modena. Là nacque Francesco Koji.

Akane venne in Italia dal Giappone per ampliare la sua conoscenza dell’alimentazione di cui, appunto alcuni giorni fa’, ho potuto nuovamente apprezzare la finezza. Massimiliano ha una capacità visiva ridotta. Durante la permanenza milanese ogni domenica Akane accompagnava il marito alla messa domenicale e, alla comunione, guidava la sua mano a ricevere il pane eucaristico intinto nel vino eucaristico. Akane non è battezzata.

Chiara Kiyo frequenta le Elementari e Francesco Koji l’asilo che sorgono nella cittdina di Nonatola, a più di due chilometri. Ogni mattina e pomeriggio mamma Akane e papà Massimiliano li conducono a scuola a piedi. La strada scorre tra i campi ed è asfaltata, ma le auto possono passare solo una per volta anche se è a due sensi. Al sopraggiungere di un’auto, Chiara Kiyo corre a tenere per mano papà. E’ quella una antica strada che i pellegrini del Medioevo provenienti dalla Germania e dall’Austria percorrevano per andare a Roma, chiamata quindi Strada Romea interna per distinguerla dall’altro ramo che è la Romea Adriatica. Massimiliano ha fondato una associazione che si propone di riattivare questo cammino, e allo scopo sta contattando enti ecclesiastici e civili per il supporto necessario. Già decine di giovani hanno sottoscritto l’iniziativa di ritornare a camminare passo dopo passo l’antica strada dei pellegrini. Sarà la prossima primavera. Il nuovo vescovo di Modena ha dato il suo nome. Mentre Massimiliano mi parla entusisticamete di questo progetto, mi domando cosa può commuovere un uomo che cammina senza poter vedere il panorama per la vista ridotta. Credo che veda il panorama interiore del cammino che noi, i vedenti, forse non vediamo.

Akane, maestra di cucina giapponese trasferita in Italia, ha intuito che l’aceto balsamico, a differenza dei condimenti industriali, suscita in chi lo assaggia centillinato sulle verdure cotte o crude, quella esperienza che i giapponesi chiamano atoaji 後味。La stessa esperienza di dopo aver sorseggiato una tazza di tè denso. Un aroma si profonde dalla bocca al corpo intero. Akane desidera far conoscere l’aceto blsamico di Modena alle cuoche giapponesi. Da alcuni anni ha trasformato il solaio, una volta adibito ai bachi da seta, in una cantina che ora accoglie centinaia e centinaia di barilotti di rovere, di acero e di altri legni a loro volta pregni di aroma. La cura della cantina comporta molta dedizione. Dalla bollitura del vino alla filtrazione e, quindi, al passaggio da un tino più grande a uno più piccolo. Con gli anni il contenuto diminuisce diventando denso, per cui si procede al travaso. Dal tredicesimo anno, dopo una decina di travasi, l’aceto si fa eccellente, ma comunque rivelerà la sua eccellenza a chi lo assaggia con calma, assaporando lo atoaji, il sapore di dopo.

Fra alcuni anni quando l’aceto sarà maturato, Akane sogna di portarlo in Giappone e istituire punti di assaggio, di promozione e di scuola dell’aceto balsamico di Modena.

Atoaji! Per me lo zazen è come un atoaji della vita. Stando lì tredici anni, passando da un anno all’altro, fuoriesce il sapore di questo esserci.

Siamo entrati nell’Avvento, il tempo dell’attesa. Simone Weil afferma che per attendere ci vuole più fortezza che per strafare. Attendendo il Natale, a tutti saluti e auguri.

p. Luciano

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