Sab 17 Apr 2021 Scritto da Pierinux Commenti disabilitati su Lasciarsi amare

Carissimi, come saluto e augurio pasquale  eccovi una una testimonianza che proviene da alcune suore che vivono le giornate come dialogo nel silenzio dell’amore in un campo nomadi. Alla testimonianza delle suore ho premesso una mia riflessione e un mio Grazie a tutti coloro he non sono ancora stati chiamati al vaccino per dare la precedenza a noi ottantenni. Appena sarà possibile riprenderemo il ritiro domenicale a Desio. p. Luciano


…dialogando nel silenzio dell’amore…

“La maggiore necessità che abbiamo è di zittire questo grande Dio con l’appetito e con la lingua, il cui linguaggio, che Egli solamente sente, è il silenzio dell’amore”. Così da una lettera di Giovanni della Croce a suor Anna di Gesù, religiosa nel convento di Neas, anno 1587. Ho letto or ora queste parole, riportate nel saggio “Raimon Pannikar e il Giappone”, che l’autore Giancarlo Vianello mi ha inviato.

Molta nostra religiosità è appetito e parole sacrificati al grande Iddio al quale si confanno il nostro inesauribile appetito e la nostra proluvie di parole. Eppure, altro da questa orgia religiosa, in-condizionato e lieve proprio dentro questa orgia, avviene il dialogo del silenzio dell’amore fra l’uomo e Dio, fra Dio e l’uomo.

Negli appetiti e nella proluvie di parole che sommergono l’epidemia covid 19, in-condizionati e lievi avvengono tanti dialoghi nel silenzio dell’amore fra persone umane, fra queste e le creature sorelle, fra il Padre che è nei cieli e i figli che sono sulla terra, in reciproca profonda commozione. Un confratello che da decenni vive in una roulot di nomadi Rom mi ha inoltrato una testimonianza di alcune suore che stanno attraversando la prova del covid dialogando ogni giorno con ciò che accade, nel silenzio dell’amore. L’amore rumoroso vuole un soggetto che si erge ad amare e un oggetto che si china a essere amato: l’orgia della dualità. Nel dialogo del silenzio dell’amore soltanto ci sia lascia amare, reciprocamente.

Tramite il confratello ho chiesto alle suore del campo nomadi di poter condividere con gli amici Vangelo e Zen la loro testimonianza. Le suore e i loro amici nomadi hanno risposto di sì. Eccovi a parte in allegato la loro testimonianza.

Come corollario, un cenno all’esperienza simile di noi ultraottantenni italiani in questi giorni. Ultraottantenni: ossia i meno utili ai profitti economici della nazione. Anzi, mettiamo alla prova l’economia nazionale con i nosti acciacchi che pesano sulla sanità pubblica e con le nostre pensioni che sono soltanto un puro ricevere, accumulato sì con il proprio lavoro, ma che ora, ricevendo, non restituisce alcun utile al PIL nazionale. Al sottoscritto e ad altri che nella vita non hanno accumulato alcun pensionamento, è data una quota di assistenza sociale a conforto della sua vecchiaia. Ebbene, in questa situazione covid che comporta sofferenza a tutti, in particolare ai ragazzi e adolescenti che non possono frequentare regolarmente la scuola, e agli adulti che sono impediti a svolgere la loro attività lavorativa, a noi ultraottantenni, i meno utili sulla piazza del profitto, è riconosciuta la precedenza ad accedere ai vaccini anti covid. Si sente il bisogno di dire un commosso GRAZIE al popolo italiano. Ci lasciamo amare. Con l’augurio che anche i giovani si sentano amati da noi anziani, con un sorriso, con un saluto, con una preghiera. Reciprocamente. p. Luciano

zona Rogoredo, Milano, Villaggio Nocetum: anno 2007, suor Ancilla con alcuni volontari ha trasformato una cascina abbandonata in un luogo sorridente dove accogliere ragazzi e adolescenti nomadi: recupeo scolastico, corsi di formazione al lavoro – alla musica – all’arte… Epifania 2008: i nomadi chitarristi di suor Ancilla hanno rallegrato la messa presieduta dall’arcivescovo Dionigi in Duomo.
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