Venerdì sera (25/7) su TV 2000 (canale 28) ho seguito la veglia dei giovani francesi con papa Leone XIV. Oltre 80.000 giovani francesi gremivano lo stadio parigino di Saint Denis e a colpire fu subito la poli etnicità di quei volti; eppure tutti francesi, tutti con la serenità negli occhi. La veglia iniziò evocando visivamente la storia dell’evangelizzazione della Francia, dal primo annuncio che la tradizione attribuisce a Maria Maddalena, quindi la testimonianza dei tanti santi che costellarono la terra di Francia fino ad oggi. Le scene rappresentate – San Martino di Tour arriva cavalcando un cavallo vero e Giovanna d’Arco brandendo la spada della fedeltà -dicevano ai giovani che la fede scorre nel tempo da cuore a cuore. Oggi è il loro tempo. Il volto degli 80.000 giovani francesi era composto e sorridente. Commovente l’inno finale: la Salve Regina cantato da 80.000 giovani dal volto sereno. La loro serenità si posò su papa Leone e anche su chi stava ammirando da lontano attraverso la televisione.
Ugualmente dignitosa, palpitante e commovente la messa presieduta da papa Leone sabato (26/9) nella Piazza della Concordia: la gioia di un popolo orante. Alla distribuzione del pane eucaristico alcuni semplicemente chiedevano la benedizione: sono i catecumeni, ossia gli adulti che stanno preparandosi al battesimo. Pasqua 2026: a Parigi gli adulti battezzati furono 2500. Il battesimo raggiunto passo dopo passo dà vigore, quindi serenità. Con la veglia dei giovani a Saint Denis e con la celebrazione eucaristica nella Piazza della concordia il popolo francese testimonia il superamento del freddo razionalismo illuministico del recente passato e il ritrovamento dell’umano palpitante nei limiti della carne: limiti concreti ma vivi, quindi caldi, quindi vigorosi. Il ritrovamento della gioia.
La testimonianza francese è preziosa per la nostra Italia dove un diffuso vittimismo inclina a ristagnare nel lamento. Eppure quei giovani che, dal confessionale della chiesa di San Babila dove l’impegno quotidiano delle confessioni mi trattiene per ore, intravedo sostare 10 – 20 minuti, seduti o inginocchio, in silenziosa preghiera, quei giovani sono portatori di germi vigorosi che redimeranno il diffuso e sterile assistenzialismo in responsabilità e creatività personalizzate. Che il mio clericalismo mentale non li abbia ad ostacolare. In Francia il vento dello Spirito sembra trovare meno ostacoli!
Conobbi Pier Simone, un giovane musicista, al ritiro Vangelo e Zen di Roma. Praticante dello zazen, Pier Simone si è consacrato alla via del poverello d’Assisi ed attualmente risiede alla Porziuncola. Lunedì (22/9) mi ha girato un suo articolo pubblicato sulla rivista dell’Unione Buddhista Italiana. Vi esorto alla lettura dell’articolo a cui fra Pier Simone ha dato il titolo: “Da cuore a cuore”, cliccando il PDF:.
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Quei giovani, la serenità negli occhi…
p. Luciano
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