Mer 21 Ott 2026 Scritto da Pierinux AGGIUNGI COMMENTO

La stella del mattino – cammino religioso Vangelo e Zen
Milano, 20 ottobre 2026

Martedì 13 ottobre, sera, ho fatto visita a Maria (nome d’occasione al posto di quello proprio). Maria è madre di due adolescenti alla cui crescita ha accudito da sola, avendo il marito preso altre strade. Per anni il suo impiego nel comune di Milano fu la cura dei senza dimora. Residente a Desio, ha frequentato i nostri ritiri domenicali alla Villa Longoni.

Da alcuni anni Maria lotta contro un tumore che tuttavia in metastasi sta aggredendo le parti più essenziali del corpo umano. Ciò non ostante nello scorso agosto Maria ha voluto compiere il pellegrinaggio di Santiago – quello breve di 10 giorni – accompagnata e sostenuta dai suoi due figli adolescenti. A loro ha già fatto testamento di quanto rimarrà dopo la sua morte.

Al mio saluto Maria rispose con una domanda:

“Come mi posso preparare alla morte?”
“Vivendo la vita!”

“Ma come vivere la vita quando la morte la toglie?”
“La morte, quella vita che toglie, la raccoglie nel profondo silenzio che purifica da ciò che le è alieno. Quindi, quanto operato lungo il sentiero della vita, lo stagiona in valore eterno. Stagiona in valore eterno quanto quella persona ha compiuto, tremando, nel tempo che scorre”.

I genitori di Maria per riserbo avevano lasciato sola la figlia a dialogare con il sacerdote. Quel dialogo riserbato perdurò un’ora. Maria evocò i momenti più importanti della sua vita e alla costatazione che, mentre tutto passava, lei aveva continuato il suo cammino, più volte nei suoi occhi s’abbozzò un profondo sorriso. Il ricordo più toccante la sua umanità disse essere stato il pellegrinaggio di Santiago: quando le cadeva la stampella o inciampando si reclinava al suolo, i suoi due figli la sollevavano e alle sue scuse ai figli per il disagio, questi le regalavano un bacio. Una tale scena infonda fiducia in contrapposizione a quanto abbiamo visto nei giorni appena passati. Spesso a renderci cattivi è proprio l’inimicizia verso la morte che di conseguenza diventa l’inimicizia verso la vita che non si dà senza la morte.

La natura non separa mai la vita dalla morte. La piccola mela acerba di giugno si offre ai caldi raggi del sole durante il giorno e alla raffreddante rugiada della notte, maturando dolcezza proprio attraverso i contrasti naturali: i contrasti come amici! Maturata, la mela si offre al sacrificio di alimentare altra vita: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8). Ogni elemento vivo che nutre la vita, mentre è in crescita rimane acerbo e immaturo; a crescita finita si offre nutritivo e saporito; qualora sia stagionato si offre ulteriormente delicato e  profumato. Anche in Dio: lo Spirito Santo è la stagionatura della creazione del Padre e della redenzione del Figlio nell’amore.

Una pagana religiosità oscura il mondo: è l’inimicizia della morte, quindi l’inimicizia del sacrificio. Anche certe preghiere paganeggianti della chiesa parlano della morte come castigo. Eppure Lui disse: “Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me” (Gv 12,32). Sarà elevato sulla croce. Sì, le religioni che si presentano per infondere fiducia nella vita, possono invece, quella fiducia, spegnerla. Avviene ogniqualvolta mettono le loro sacre scritture prima della natura, e anziché essere il “sabato del villaggio” si presumono la domenica, non quella che apre la settimana, ma quella che la conclude.  Un inchino al “Laudato sì” di Francesco.

La conversazione era trascorsa intercalata da lunghi silenzi, la calda mano di Maria stringente quella del sacerdote. Amen!


Un invito

Domenica 1 novembre nella chiesa di San Bartolomeo, Via Moscova 6 Milano, ore 16:00 sarà celebrata la santa messa della festa di “Tutti i Santi” in lingua giapponese e italiana, in cui pregheremo la pace e l’amore eterno per i nostri cari defunti e per le vittime delle guerre. Nel momento della messa in cui si ricordano i defunti, ciascuno è invitato a pronunciare il nome della persona cara che vuole ricordare. Dopo la messa il piccolo gruppo giapponese, ed altri che intendono aggiungersi, si reca in Via Palermo 11 per condividere una sobria cena. Chi intende partecipare può offrire un assaggio della sua cucina casalinga (non prodotti comperati, ma qualcosa fatto stagionare con cura in casa).   

La foto sottostante (ripresa dal sottoscritto) riproduce l’angolo dello Zazen e dell’ascolto del Vangelo che Maria ha allestito a un metro dal letto su cui sta portando la sua croce. Con riconoscenza e affetto,

 p. Luciano 

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