mar 26 Mag 2009 Scritto da Pierinux AGGIUNGI COMMENTO

lettera

Vangelo e Zen

Vangelo secondo Giovanni 14, 15 – 20

31 maggio 2009

A 50 giorni dalla Pasqua arriva la Pentecoste (in greco: cinquantesimo giorno), festa quasi non percepita da chi si dice cristiano; eppure è la vera festa cristiana. Ciò che la precede, Natale, Pasqua ecc. è cammino alla Pentecoste. Nel 50mo giorno dalla Pasqua lo Spirito si effuse su e dentro gli apostoli; e questi furono pieni di vigore, come quando su un campo arido cade abbondante la pioggia. Tutto lo sforzo e tutti i sacrifici conducono lì: ad affidarsi alla pioggia che cade gratuita e abbondante. Così l’uomo è giunto a sperimentare che Dio stesso che è fonte nel Padre, che è fiume nel Figlio, corona la sua divinità divenendo pioggia nello Spirito. I mistici cristiani lo sperimentarono (Dio come fonte, fiume, pioggia è espressione di Giovanni della croce); i teologi non lo compresero, rimanendo arroccati nel concetto monoteistico del dio che non diviene. Com’è evidente che tutto in Gesù tendeva verso l’effondersi dello Spirito! I giudei lo condannarono a morte perché aveva bestemmiato contro il dio, declassandolo da dio assoluto a Dio che diviene. L’esperienza umana anzitutto introduce a sperimentare Dio come l’essere assoluto che sta nel cielo, da cui proviene la propria esistenza; allora l’uomo si prostra e adora. Poi, nell’età dell’efficienza, l’uomo matura all’esperienza di Dio che si incarna nel cammino storico, il Figlio di Dio che parla e opera; l’uomo gli stringe la mano e si sente sicuro. Nell’età adulta l’uomo, forse spossato dal viaggio, ama sostare e ascoltare l’interiorità di sé e delle cose e vi avverte il soffio dello Spirito. Gioacchino da Fiore denomina lo Spirito “il silenzio che verrà”, appunto dopo la fatica della crescita e dell’efficienza (Sull’Apocalisse X).

“Dove c’è lo Spirito del Signore lì c’è la libertà” (2 Cor 3,17). Gli apostoli di Gesù erano ebrei ferrati nella religione del Dio che sta nei cieli; camminando con Gesù conobbero il Dio che cammina cogli uomini. Ma non erano ancora cristiani: infatti all’ascensione del Signore, 40 giorni dalla Pasqua, ancora chiedevano a Gesù risorto se quello era il tempo in cui avrebbe restaurato il regno di Israele (At 1,6). Un po’ come i prelati della Chiesa che sono così bravi a indicare come si deve restaurare lo Stato e risolvere i problemi socio politici. Gli apostoli maturarono nella libertà cristiana all’effusione dello Spirito.

“Dove c’è lo Spirito del Signore lì c’è la libertà” (2 Cor 3,17). Gli apostoli di Gesù erano ebrei ferrati nella religione del Dio che sta nei cieli; camminando con Gesù conobbero il Dio che cammina cogli uomini. Ma non erano ancora cristiani: infatti all’ascensione del Signore, 40 giorni dalla Pasqua, ancora chiedevano a Gesù risorto se quello era il tempo in cui avrebbe restaurato il regno di Israele (At 1,6). Un po’ come i prelati della Chiesa che sono così bravi a indicare come si deve restaurare lo Stato e risolvere i problemi socio politici. Gli apostoli maturarono nella libertà cristiana all’effusione dello Spirito.

Oggi il terreno ha tutta l’aridità che invoca la pioggia dello Spirito. Lo Spirito è l’anima universale che anima ogni anima particolare. Fra i suoi tanti doni ce n’è uno da chiedere con tutto le nostre forze: ingentilire i rapporti fra gli uomini e degli uomini con la natura e le cose. I rapporti, oggi, sono aridi. Ciascuno tende ad rinchiudersi nell’adorazione del suo dio; meglio, del brandello che corrisponde al piccolo interesse che teme gli sia portato via dagli altri. I rapporti ingentiliscono divenendo vigorosi, come gli alberi del bosco. Invece i rapporti mediocri, svigoriti di pensiero, si accasciano gli uni sugli altri, come un cespuglio secco. Il rispetto verso l’altro altro non è che il rispetto verso sé che si proietta sugli altri. La gentilezza scaturisce dal pensiero che, divenendo profondo, impara ad amare. Che belle considerazioni ci regala la festa di Pentecoste, in questi giorni in cui i pensieri mediocri si nascondono dietro un unico scudo: io ho tutta la ragione e tu hai tutto il torto!

tanegashima

Nell’isola Tanegashima i 60 cristiani desideravano avere la loro chiesa. Proposi una chiesa che con la sua forma benedica chi lavora nel mare, nei campi e nella città. Ossia, che benedica i rapporti. Un assessore del comune che, benché non battezzato frequentava la nostra celebrazione domenicale, abbozzò il disegno. Una domenica d’agosto, rinfrescata dal tifone appena passato, i 60 cristiani e loro amici abbiamo scavato le fondamenta. Coi loro risparmi affrontarono la metà delle spese; l’altra metà fu dono delle altre chiese. Nel marzo 1975 fu benedetta e inaugurata. Un giorno, dopo la messa domenicale, sostavamo sul marciapiede che circonda la chiesa. “Io ho scavato qui!”, “io qua”…Poi ci siamo tutti seduti a guardare il mare. Il missionario che venne dopo di me, la chiamò “la chiesa dello Spirito Santo”.

Domenica 31 maggio non ci sarà la celebrazione eucaristica domenicale a Milano P.zza Duomo 18. Il gruppo giapponese si reca in pellegrinaggio al Sacro Monte di Varese, dove si celebra la festa diocesana dei popoli. Ovviamente anche gli italiani sono parte integrante della festa dei popoli, e possono partecipare.

Incontri

Sabato 30 maggio, ore 9.00 – 12.00: ritiro a Desio
Villa Vangelo e Zen Via Achille Grandi 41, Desio Tel 0362.300350/338.1011101

La sensibilità religiosa orientale ci dice come ogni cosa ci manifesti il suo volto autentico quando l’accostiamo camminando, scoprendo che anch’essa cammina con noi che camminiamo. Pasqua significa passaggio radicale attraverso il valico della morte, risorgendo al sé che è comunione nella comunione dei santi! Nella comunione e dalla comunione ogni io risorge alla sua bellezza originaria. Lungo il sentiero dell’esistenza è bello sostare dalle consuete abitudini, ritornare discepoli e scavare dentro di sé fino a liberare la vena sorgiva della bellezza originaria e adocchiare quel sé vero. La meditazione, l’ascolto, la preghiera, la partecipazione alla storia sono la pratica quotidiana che addestra questo scavare profondo. Ci sono alcune vie culturali, cresciute in Giappone, che riversano nella vita sociale questa avventura religiosa. Nella Villa Vangelo e Zen di Desio stiamo per inaugurare i corsi di queste vie. Stiamo reclutando compagni di cammino. Alcuni corsi avranno inizio dal 9 maggio per 5 sabati. Altri corsi sono intensivi nelle settimane estive, anche per estendere questa possibilità a chi abita lontano. Tu puoi partecipare? Oppure qualche tuo/a amico/a? Ogni compagno di viaggio è per noi un grande incoraggiamento.

Vedi qui i contenuti dei corsi

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Chi siamo

VANGELO E ZEN - associazione culturale
Luciano Mazzocchi sx via Achille Grandi, 41 20832 - DESIO MB T. 0362.300350/338.1011101
E' una comunità di dialogo fra cristianesimo e buddismo che si fonda sulla certezza che il valore custodito dallo Zen e il valore annunciato dal Vangelo si illuminano e si ravvivano a vicenda, senza pregiudizi.

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