Milano 13 luglio 2026
A te che ti presti a leggere questa lettera un augurio:
“In questa estate torrida
la resistenza del tuo fisico e del tuo spirito
consolidi i tuoi propositi
e fortifichi i tuoi passi”.
Allego alla lettera il programma della Convivenza Vangelo e Zen 2026. La convivenza annuale di 3 giorni è l’occasione per approfondire la reciproca conoscenza, per condividere le visioni di vita e i dubbi che la ostacolano, per darci la mano a continuare, coraggiosi, il cammino. Ogni giorno è irrorato dal silenzio dello Zazen e animato dalla parola del Vangelo.
Vuoi partecipare anche tu?
Il tempo per l’iscrizione è prolungato fino al 31 luglio.
Volantino per la CONVIVENZA ESTIVA
Modulo iscrizione CONVIVENZA 2026
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La lettera che segue prende lo spunto dalla lettura del libro “SIAMO CONNESSI” scritto da un caro amico. Il suo contenuto, come dice il titolo, contempla e annuncia l’energia originale che muove e unisce il cosmo. Nell’immenso cosmo quel frammento pensante e volente che è ciascuno di noi.
“SIAMO CONNESSI”
alcune riflessioni
Il libro è un vero concerto all’aperto di voci profetiche che vibrano al vento nuovo dei nostri giorni (ma il vento è sempre nuovo). La voce che predomina nel concerto creando una visione organica è quella della “originale energia unitiva”, energia che permea tutto l’essere: creatore e creature, spirito e materia, bene e male. Il testimone dalla testimonianza più vibrante è Teilhard de Chardin, il gesuita scienziato e mistico. Le cuffiette agli orecchi ci svendono l’illusione di dominare il mondo riducendolo alla cerchia di quel che ci va sul momento; la scoperta che tutti siamo cellule vive e vivificanti del cosmo ci fa esperire libertà, gratuità, visione di speranza, vigilia di pace. Per il sottoscritto “SIAMO CONNESSI” è un pozzo da cui attingere di volta in volta una viva testimonianza, un sorso d’acqua fresca con cui ristorare chi sta sopportando le mie prediche.
“Un ottimismo collettivo, realista e coraggioso, deve decisamente sostituirsi al pessimismo e all’individualismo, le cui nozioni ipertrofiche di peccato e di salvezza personale hanno gradualmente invaso e pervertito lo spirito cristiano… Alle sfere pensanti dell’Universo è necessario un principio fisico di collegamento e di energie spirituali” (Teilhard d C., “Il senso umano”). Siamo quindi in cammino verso una nuova era, in cui le minuzie d’inciampo che impedivano il volo sono definitivamente sciolte? L’originale energia unitiva che permea il cielo e la terra evolve il cosmo verso la maturità e la bellezza!
E’ proprio questo leitmotiv dell’”originale energia unitiva” che suscita una seria considerazione, una critica di fondo. Dopo l’attrazione innegabile che si percepisce leggendo “SIAMO CONNESSIi”, alla fine guardandoci attorno ci si sente pur sempre di fatto sconnessi.
La visione del flusso cosmico che tutti raccoglie nel vortice ascensionale verso il bene, la pace, la santità, tale visione si trova a fare i conti con un’ingiustizia di fondo che rimane irredenta nell’arco del tempo. Se le galassie evolvono in una modalità comunque sempre ordinata e armonica anche allo scoppio di una supernova, sul pianeta Terra un frammento infinitesimale dell’esistente – l’essere umano – nel breve arco della sua vita, conosce il permanere dell’ingiustizia fino al suo ultimo respiro. Ogni essere umano sogna la gioia, la verità, la virtù, il senso nobile del suo esistere; ma tale sogno per la maggioranza non si compie. Penso ai bambini desiderosi di dare calci al pallone che invece esalano gli ultimi respiri sotto i ruderi della loro casa distrutta dalle bombe o dal terremoto.
L’essere esistente non è solo l’immenso cosmo che evolve in stupefacente armonia; l’essere esistente è anche il frammento – l’uomo – che pensa, che sogna, che cerca, che lotta, che muore ferito nella sua attesa di pace e di senso gioioso. E’ il frammento umano che si dimena tra l’attrattiva del bene e la contro-attrattiva del male. In una visione cosmica alla Matthew Fox il dramma interiore umano non ha cittadinanza. Eppure è reale. C’è il sogno della scienza, c’è il sogno della fede. A sognare è lo stesso uomo, ma i due sogni sono e rimangono distinti e anche contrapposti, altrimenti il ruscello della vita non avrebbe le due rive tra cui scorrere gorgheggiando.
Mi permetto una riflessione aggiunta.
E’ eleganza mettere in rilievo le virtù altrui e sottacere i propri meriti. Nelle pagine del libro più volte si mette in rilievo che la vetusta Chiesa Cattolica arriva spesso in ritardo al confronto di cammini religiosi orientali e laici. Non c’è soltanto l’arrivare in ritardo per mancata prontezza; c’è anche l’arrivare in ritardo per qualcosa che è più nobile della sola prontezza. Penso che vada riconosciuto alla Chiesa Cattolica una funzione materna proprio nel suo fare passi con lentezza, pur promuovendo la ricerca, il confronto, il dialogo, come prescrive nei testi del Concilio Vaticano II. Mia madre si metteva a tavola sempre per ultima, dopo aver aspettato che anche il sottoscritto smettesse di fare i capricci e prendesse posto con gli altri. Il tardare attendendo i ritardatari è un’attenzione più universale che attendere solo i primi. Sovente con la reale sorpresa che, alla fine, gli ultimi saranno i primi. Henry Newman tesse un inno di sincera riconoscenza filiale alla Chiesa Cattolica che lo aveva atteso. Con la lettura di “SIAMO CONNESSI” di Luciano Mazzoni (Ediz. Gabrielli) consiglio quella di “Apologia pro vita sua” di Henry Newman (Ediz. Paoline).
P. Luciano
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